«Tra noi e l’arbitro che errori»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – M.Ferretti) Mai, probabilmente, si sarebbe aspettato un ritorno all’Olimpico così complicato. Roma sotto due volte e salvata solo in extremis da una prodezza dell’ultimo entrato in scena, l’esordiente Nico Lopez. Serata dai toni amari, alla fine, per Zdenek Zeman, osannato dalla gente romanista prima del fischio d’avvio. E, simbolicamente, abbracciato anche da Gianni Petrucci, il presidente del Coni, pronto a sottolineare che «le cose che dice l’alleatore della Roma sul conto della Juventus le pensano tutti».

 
La Roma non ha giocato bene, nulla a che vedere con il calcio zemaniano doc; la fattura delle due reti, ad esempio, è lontana anni luce dal calcio che insegna il tecnico di Praga ma, probabilmente, anche lui qualche errore l’ha commesso, soprattutto al momento dei cambi. Al boemo, però, non sono andate giù parecchie cose, protagonisti i suoi giocatori e anche l’arbitro De Marco. «Mi dispiace per il risultato, però, e anche la prestazione poteva essere migliore. Le cose che proviamo in allenamento non sono quelle che abbiamo fatto vedere stavolta. Non so se ci siamo emozionati o avevamo paura di perdere troppi palloni, ma in questo modo ne abbiamo persi di più… I due esterni hanno fatto pochi tagli e questo è il nostro problema attuale. Totti (botta alla caviglia malconcia, oggi controlli, ndr) è stato troppo largo, ad esempio. In generale mi dispiace per i punti persi, anche se entrambi i gol del Catania erano in fuorigioco, che ancora esiste nel calcio…. E il mani di Bellusci sul colpo di testa di Osvaldo era rigore» (…)

 
«Io la pressione non la sento, sono contento che i tifosi ci vogliono aiutare. È normale che sta a noi dare qualcosa in più per farli gioire. Per me non è un peso avere l’etichetta di allenatore che vuol far divertire. Io ho fatto sempre calcio per la gente, per farla avvicinare al calcio. Le parole di Petrucci? Penso che tutti dovremmo dire ciò che pensiamo. Se pensi che con le tue parole puoi dare qualcosa al calcio è meglio parlare. È il numero uno dello sport italiano, anche lui vuole un calcio pulito. Come mai adesso stanno tutti dalla mia parte? Se leggete le intercettazioni, lo capirete… Un allenatore squalificato per più di tre mesi dovrebbe autosospendersi. Non si danno dieci mesi di squalifica così…».

 
Ancora sulla Roma, poi. «Abbiamo cercato di sbagliare meno possibile e invece abbiamo sbagliato di più. Prima mezzora davvero male, poche le nostre proposte mentre nel secondo tempo siamo andati molto bene. Marquinho? Per me è un giocatore che ha qualità nel portare la palla dentro e visto che non riuscivamo a farlo poteva darci aiuto, ma anche lui non ha fatto bene. Bojan? Non sta bene, ha qualche problemino all’adduttore ma non è entrato come non sono entrati altri. Osvaldo e Lopez hanno fatto due bei gol ma sono state belle anche le azioni che hanno portato i due giocatori al tiro, così come è stata bella l’azione di quel colpo di testa di Osvaldo che meritava il calcio di rigore. Due gol in fuorigioco e un rigore non dato? La cosa non mi allarma, gli errori ci stanno e ci saranno, mi allarma la nostra prestazione e gli errori che abbiamo commesso. Nell’insieme non è stata una grande partita da parte nostra. Abbiamo giocato al contrario di ciò che voglio io. Non siamo mai ripartiti, sbilanciandoci nel possesso palla e prendendo dei rischi, scoprendoci. Io penso che non siamo riusciti a giocare sul corto. Non serve a niente essere aggressivi e poi cambiare lentamente il gioco dall’altra parte. Se non si va dentro, se non ci si smarca è difficile arrivare in porta».

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