Stadio, nuovo filone d’inchiesta. I pm: ipotesi abuso d’ufficio

Stadio, nuovo filone d’inchiesta. I pm: ipotesi abuso d’ufficio

Nel mirino il Campidoglio dell’era Raggi per i vari atti che sarebbero stati avallati a vantaggio di Luca Parnasi

di Redazione, @forzaroma

L’affaire stadio della Roma è ormai sotto la lente dei pm romani praticamente in ogni suo aspetto. Nei giorni scorsi sono stati aperti altri due fascicoli, stavolta per abuso d’ufficio, ma senza indagati, scrivono Sara Menafra e Adelaide Pierucci su Il Messaggero.

I fronti oggetto di verifica sono affidati a due magistrati diversi. Da un lato Barbara Zuin, la pm che ha scoperchiato il giro corruttivo dietro al progetto, sta valutando vari aspetti dell’iter autorizzativo a cominciare da un calcolo che avrebbe fatto quasi raddoppiare i metri quadri complessivi del progetto da realizzare.

Il mancato passaggio del progetto davanti all’assemblea capitolina – obbligatorio dopo la conferenza dei servizi che tratteggiava la variante urbanistica – è finito, invece, al centro dell’indagine avviata dal pm Elena Neri. Un procedimento delicato, quest’ultimo, che potrebbe tirare in ballo in veste di indagata direttamente la sindaca Virginia Raggi, alla quale spettava attivare la procedura in sede consiliare invece di limitarsi a depositare l’esito della conferenza sull’albo pretorio.

Tra gli elementi dell’iter affidati alla pm Zuin, potrebbe generare nuove polemiche – anche politiche – quello che riguarda il conteggio della Sul (Superficie Utile Lorda) che Parnasi era autorizzato a costruire: la cifra sarebbe stata quasi raddoppiata al momento dell’approvazione. L’indice di Edificabilità territoriale (Et) avrebbe dovuto essere di 0,09 mq/mq per un totale di 69.000 mq di superficie complessiva e non i 112.000 poi approvati.

Tra i punti evidenziati, oltre al sì a costruire prima della realizzazione delle opere di urbanizzazione, anche il mancato rispetto della disciplina relativa al P.a.i., il Piano di Assetto Idrogeologico, che, dicono dal Tavolo della libera urbanistica non può essere superato da una variante.

Il problema è noto e da tempo al centro di discussioni e contestazioni. La stessa autorità di bacino del resto, nel 2017, ha espresso dubbi circa la possibilità di adottare e approvare la variante urbanistica Stadio di Tor di Valle in presenza del vincolo imposto dal Piano di assetto idrogeologico.

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