Stadio, il super-manager e la rete in Campidoglio

Lanzalone diventa centrale per le scelte delle figure apicali: da Mileti a Lemmetti. Alcuni dirigenti arrivano da Genova e tra questi spicca il dg Giampaoletti

di Redazione, @forzaroma

In Campidoglio lo chiamano l’“asse dell’Aurelia”. Perché a un certo punto – è la fine del 2016 – da Genova e Livorno iniziano ad arrivare figure centrali dell’amministrazione Raggi. Per un caso forse poco incidentale, scrive Simone Canettieri su Il Messaggero, Luca Lanzalone ha nel curriculum consulenze con le amministrazioni di queste due città. Virginia Raggi sceglie come segretario generale Pier Paolo Mileti, professionista dal carattere riservato, strappato al Comune di Genova. Tempo tre mesi ed ecco che da Palazzo Doria arriva un’altra pedina centrale di cui il Campidoglio è sprovvisto: Franco Giampaoletti. Serve un direttore generale che faccia funzionare una macchina complessa e tentacolare come quella di Roma.  Lanzalone, narra la leggenda, lo chiama a dicembre del 2016, quando ha già lasciato Genova per andare a occuparsi dell’Unicoop Tirreno. I due si conoscono e si stimano. “Giampa” si confronta spesso con “Lanza” sui temi più importanti del Comune.

I consiglieri grillini conoscono Lanzalone a dicembre del 2016 presentato come “un legale del M5S” catapultato qui per convincere la maggioranza che la delibera dello stadio si può cambiare non c’è alcun rischio di penali. E in effetti così avverrà. Sempre più consultato, come un oracolo, Lanzalone diventa centrale.

Una tela di rapporti – con professionisti che non risultano indagati – vasta. Dentro e fuori il Comune. Carlo Felice Giampaolino, uno degli advisor del concordato (superpagato) Atac, si rivolge costantemente a Lanzalone. L’obiettivo in caso di concordato è nominarlo commissario.

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