rassegna stampa

Stadio, i dubbi del M5S: si torna a votare sui lavori

I grillini chiedono un parere all'Avvocatura per ridiscutere il "pubblico interesse"

Redazione

Per evitare altri inciampi nel pantano dello stadio, i 5 Stelle bussano di nuovo alla porta dell'Avvocatura comunale, scrive Lorenzo De Cicco su Il Messaggero. Ai legali del Campidoglio, la pattuglia grillina stavolta ha chiesto se e come riportare in Assemblea la delibera che aveva conferito il "pubblico interesse" al progetto Tor di Valle, insomma l'atto messo ai voti, era il giugno 2017, da Marcello De Vito. Obiettivo: ripetere la votazione.

A spingere i grillini a ridiscutere il primo "sì" all'operazione calcistico-immobiliare sono considerazioni di carattere tecnico, oltre che politico. Si sospetta che il provvedimento sul pubblico interesse possa risultare in qualche modo "inficiato" dal fatto che a portarlo in Aula, materialmente, sia stato De Vito.

Agli esponenti M5S è stato detto che quella delibera potrebbe essere contestata in Tribunale, "su ricorso di terzi", nel caso in cui si arrivasse a una condanna di chi l'ha approvata. Ipotesi remota, ma c'è. Ecco allora l'idea di un voto bis. In quel caso, spiega una fonte che sta seguendo la pratica in Comune, "i consiglieri indagati potrebbero evitare di votare, in modo da rendere la delibera a prova di ricorso".

Ovviamente, con una seconda votazione, potrebbero riaprirsi i giochi sul pallottoliere dell'Assemblea. La pattuglia dei 5S contrari al progetto, dopo il turbine dell'inchiesta e la relazione "catastrofica" del Politecnico di Torino sulla viabilità, ha ripreso vigore e, se si muovesse compatta sugli scranni del Consiglio, potrebbe incidere sugli equilibri finali. Martedì è in programma un vertice di maggioranza.

Resterebbe poi da superare l'ostacolo della convenzione, cioè il patto tra Comune e proponenti. Al momento l'intesa non c'è su svariati punti: l'unificazione dell'Ostiense-via del Mare, la tribuna del vecchio ippodromo da ricostruire, i 45 milioni per la mobilità da versare in un'unica tranche, così chiede il Campidoglio, la clausola che legherebbe l'apertura dello stadio al potenziamento effettivo dei trasporti.