«Attualmente abbiamo imboccato una strada dove possiamo valorizzare le qualità del gruppo. Ci servono conferme e questo è il match più adatto per capire se siamo sulla strada giusta»

Sornione, quasi pregustasse il grande colpo. La domanda (Nel 2008 fu una sorpresa eliminare il Real Madrid, adesso lo sarebbe ancora di più?) Spalletti se l’aspettava da giorni. Prima di rispondere, però, riflette qualche secondo, quasi fosse stato colto in contropiede: «A noi piace fare le sorprese – replica - Non ci sono favoriti in questa sfida, abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno. Non mi meraviglierei se la Roma si giocasse fino all’ultimo minuto della gara di ritorno la qualificazione e non mi meraviglierei se la squadra a passare fosse proprio la mia».

Lucio, come riportato nell'edizione odierna de "Il Messaggero", lascia intendere come il percorso che ha in mente è ancora lungo: «Attualmente abbiamo imboccato una strada dove possiamo valorizzare le qualità del gruppo. Ci servono conferme e questo è il match più adatto per capire se siamo sulla strada giusta». Prende una pausa e poi continua il ragionamento: «Con la Juventus ad esempio non ero soddisfatto, anche se ci hanno fatto i complimenti per il gioco e per aver perso soltanto 1-0. Ma non si è provato a vincere, non sono contento quando la mia squadra non prova a fare le cose. Se nemmeno ci provi diventa tutto più difficile, bisogna avere il coraggio di osare. Non ci pentiremo dei cattivi risultati ma ci pentiremo quando non riusciremo ad essere noi stessi». In una definizione «the Roma way». «È il nuovo stile Roma. Qui si lavora e bene, è un ambiente ideale per lavorare, soprattutto nel calcio», ribadisce l’allenatore.

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Non capita tutti i giorni di avere come avversario Cristiano Ronaldo: «In Spagna lo dipingono in crisi? Non voglio immaginare cosa avrebbero detto i tifosi del Real se avessero dovuto attraversare un periodo come il nostro. Ronaldo può fare sempre la differenza: è un calciatore moderno, ha forza, velocità e fa gol. Non faremo gabbie per lui. Non dirò a tre calciatori di marcarlo anche perché equivarrebbe a dire che valgono un terzo di Ronaldo e quindi me ne servirebbero 33. A chi dovrà arginarlo, dirò che potrà essere al suo livello. Sarà Florenzi? Se il dirimpettaio è Cristiano c’è bisogno di un calciatore che abbia velocità. Può esserlo anche lui».

(S. Carina)

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