Scudetto e salvezza, la corsa ricomincia

Scudetto e salvezza, la corsa ricomincia

In testa Juve e Lazio sono separate da un punto, Inter staccata e chiamata al tour de force. Champions, la Roma rincorre l’Atalanta

di Redazione, @forzaroma

I gol di Ciccio Caputo al Brescia e il cartello Andrà tutto bene, state a casa mostrato dall’attaccante del Sassuolo alle telecamere. E’ l’ultima immagine di vita dal pianeta Serie A, scrive Romolo Buffoni su Il Messaggero.

Era il 9 marzo scorso e da due giorni l’Italia era andata in lockdown. Si ripartirà da lì, con una corsa scudetto che si era fatta molto interessante: Juventus prima con 63 punti, uno soltanto in più della Lazio. Poi l’Inter e a seguire l’Atalanta che precede la Roma.

La ripresa della corsa non sarà al rallentatore. Le gambe dei giocatori non potranno girare al massimo, evidentemente, ma i punti in palio saranno subito pesanti. Oggi in Lega si deciderà con quale calendario tornare in campo. Precedenza alla Coppa Italia (semifinali di ritorno, Napoli-Inter e Juventus-Milan e il 17 la finale). Quindi dal 20 due ipotesi: via con i quattro recuperi della 25ª di campionato Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Torino-Parma e Inter-Sampdoria; oppure (scelta che appare preferita) far scendere tutte in campo con il programma della 27ª giornata.

In questa eventualità il tabellone offre subito il confronto tra le due squadre che giocano il calcio più spettacolare: Atalanta-Lazio. Nessuna delle due può permettersi di andarci piano per non perdere il passo. Ma rischia anche la Juventus, che deve andare a Bologna.

Nella lotta salvezza, Spal e Brescia sono chiamate a giocarsi le residue chance sfidando rispettivamente in casa il Cagliari (del dubuttante Zenga) e andando a Firenze. Entrambe in casa, invece, le duellanti al terzultimo posto: il Genoa aspetta il Parma e il Lecce un Milan che, nel frattempo, ha perso l’infortunato Ibra. La Samp è di scena a Roma contro i giallorossi. Comanda sempre il virus, che può far saltare ancora il banco e che continua a tenere fuori i tifosi. Ma è il calcio dell’era Covid e, per ora, nessuno può farci niente.

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