Roma, peggio di prima

Giallorossi battuti dalla Spal: prestazione inguardabile, squadra senza capo né coda. Gruppo privo di anima e di gioco, con alcuni elementi impresentabili: un flop clamoroso

di Redazione, @forzaroma

Se questa è la Roma, capace di perdere in casa contro la Spal (0-2), serve a poco guardare la classifica, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

E soprattutto programmare il futuro. Basta l’assenza di qualche titolare per steccare. Non c’è però, da stupirsi. Enorme è la differenza di spessore e sostanza con chi di solito sta in panchina. Così la squadra, quando si usano le riserve, diventa modesta e non più competitiva.

Dirigenti, allenatori e giocatori: ognuno si deve prendere le proprie responsabilità che mai come in questo momento sono evidenti e pesanti. Il club ha sopravvalutato gli acquisti dell’ultimo mercato; l’allenatore si è fidato e ha garantito che sarebbero bastati; i nuovi giocatori finora si sono fatti sentire per le parole e non certo riconoscere per i fatti. Sette punti in meno di un anno fa dopo 9 partite (14 punti: raccolto peggiore dal 2012) e 7 reti incassate in più.

I 4 successi consecutivi hanno probabilmente illuso la piazza e chi vive quotidianamente a Trigoria. La squadra avanza sempre sotto ritmo e quindi torna vulnerabile. È statica e scontata nella traccia, raramente efficace. Manolas in panchina, Kolarov e De Rossi in tribuna: senza di loro, mancano la personalità e l’esperienza. E gli interpreti di scorta non danno garanzie.

Di Francesco (11 formazioni diverse in 11 match), pur non sottovalutando la Spal, ha comunque sbagliato sia le mosse in partenza che quelle in corsa. Marcano, titolare accanto a Fazio, ha indebolito la difesa; Florenzi e Dzeko, stanchi per le gare giocate rispettivamente con l’Italia e la Bosnia, avrebbero dovuto riposare. Santon, invece, è rimasto, come Manolas, in panchina. Senza Schick, infortunato come Perotti, l’allenatore non ha studiato una soluzione offensiva per risparmiare il centravanti, impreciso e svogliato. E, sotto di 2 reti, nemmeno le correzioni sono servite: il frenetico Kluivert per lo spento Cristante, l’acerbo Coric (debuttante e 24° giocatore utilizzato) per il nervoso Under e il distaccato Pastore per lo svagato Luca Pellegrini. Il finale con il 3-3-4 e Nzonzi difensore centrale certificano la confusione in campo e in panchina. La Roma ha addirittura rischiato di crollare: bravo Olsen su Petagna. La Spal scopre che l’ultimo successo in trasferta con 2 gol di scarto è lontano 53 anni: 12 settembre del 1965. Ma lo stadio è lo stesso.

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