Gasp ha le idee chiare: ai giallorossi servono talento e giocatori con esperienza in Coppa. Malen e Dybala i veterani del gruppo, tra gli esordienti Mancini, Pisilli e Wesley
Greenwood, il sogno di Gasperini per alzare il livello e vincere subito
Un conto è andare in Champions, un altro è giocarla. Serve il fisico, esperienza, oppure la si può vivere con la spensieratezza con cui l’ha vissuta l'Atalanta agli albori. La Roma l'Europa l’ha vissuta, la Champions è ben rappresentata dai romanisti della prossima stagione, ma diciamo si può fare di meglio. E Gasp lavora per questo. Si va da Mancini che è a quota zero presenze fino ai gemelli Malen e Dybala, che sono entrambi a cinquantatré: Paulo ha pure segnato diciotto reti con la maglia della Juventus, mentre Donyell è fermo a tre gol. La guida - spiega Alessandro Angeloni su 'Il Messaggero' - è rassicurante: si chiama Gian Piero Gasperini, 34 panchine vissute nella Coppa più importante. Malen e Dybala hanno pure una finale per uno sulle spalle: entrambe perse contro il Real Madrid. Cristante in Champions ha esordito quando non aveva ancora 17 anni, vestiva la maglia del Milan, 6 dicembre 2011, 2-2 sul campo del Viktoria Plzen. In totale, per Bryan, quattordici partite, le stesse gare di Pellegrini. Sono passati otto anni. Un altro esperto è Hermoso, con trentuno presenze. E come lui, ma non ci sono certezze che resti alla corte di Gasperini, ovvero Angelino, a 37. C'è anche il bistrattato Vaz, che ha 4 partite in Champions. Poi dobbiamo ragionare su numeri decisamente più bassi, come quelli di Dovbyk, due (nei preliminari), Svilar, El Aynaoui e Soulé tre, Celik tredici, Rensch nove e Ndicka sette. Sul resto della rosa, siamo al noviziato: che sia a zero uno come Ziolkowski o Mancini o come Pisilli può essere metabolizzato come normale, fa strano vedere a zero gente come Koné (che potrebbe partire), o Wesley.
© RIPRODUZIONE RISERVATA