Roma, la difesa va all’attacco

Nelle ultime 5 gare il reparto arretrato ha subito appena 3 gol, risultando imbattuto nelle ultime due partite con Empoli e Bologna

di Redazione, @forzaroma

«Come si colma il gap con la Juventus? Innanzitutto prendendo meno gol, come fanno loro» dice Luciano Spalletti. In quest’ottica, qualche miglioramento c’è stato, come evidenzia Stefano Carina su Il Messaggero.

Un mese fa i giallorossi erano terzi a -5 dalla squadra di Allegri, avevano sempre il miglior attacco del torneo (16) ma soltanto la decima difesa (9 gol subiti) dietro Juventus, Napoli, Lazio, Chievo, Genoa, Torino, Inter, Fiorentina e addirittura Palermo. Nelle ultime 5 gare, complice il rientro di Ruediger, la rinuncia di Spalletti alla difesa con due esterni offensivi come Florenzi e Peres e il maggior affiatamento della coppia Manolas-Fazio, il reparto ha subito appena 3 gol, risultando imbattuto nelle ultime due partite con Empoli e Bologna. Risultato: la difesa con 12 reti al passivo ha scalato posizioni passando dal decimo al quarto posto (ora è dietro soltanto Juventus, Genoa e Fiorentina) e la Roma da terza è diventata seconda in classifica, accorciando di un punto il distacco da Buffon e compagni.

La svolta c’è stata con la decisione di tornare all’antico. Alzare il baricentro e cercare l’anticipo sull’attaccante avversario, anche fin dentro la metà campo avversaria, contando poi sulle doti di sprinter alla Vierchowood di Ruediger per gli eventuali recuperi. Dopo aver trovato la formula vincente del falso nueve’ nel finale della passata stagione, anche quest’anno il tecnico è ripartito con la difesa a quattro. Ad un certo punto però gli infortuni a catena nel reparto gli hanno lasciato per le fasce difensive soltanto Florenzi, Peres, Emerson e Juan Jesus. Tradotto: tre ali e un difensore che ha palesato evidenti limiti tecnici anche nel suo ruolo naturale, quello di centrale. Per un po’ Lucio ha provato ad osare. Ma ben presto si è reso conto che la squadra non poteva sostenere tanti calciatori offensivi. Napoli è stata la svolta. Nell’emergenza, Spalletti ha ritrovato la compattezza perduta, rinunciando ad un terzino di spinta (Peres, infortunato nell’occasione) e inserendo un difensore di contenimento, lasciando al gruppo di Sarri il possesso-palla, abbassando il baricentro e accorciando le distanze tra i reparti. Di colpo la Roma si è ritrovata.

Ora le cose non possono che migliorare. Perché Lucio continua a recuperare i pezzi mancanti. Già il rientro di Ruediger si è fatto sentire: sarà un caso ma con l’esplosività del tedesco, nelle ultime due gare di campionato Szczesny non ha subito gol. A Bergamo tornerà Manolas. Con la difesa al completo, aspettando nel 2017 il rientro di Florenzi (che a quel punto però potrebbe slittare in mediana) Spalletti, perseguendo il concetto si gioca palla a tre ma si difende a quattro’ può iniziare a divertirsi.

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