Roma, contano solo i tre punti

I giallorossi ospitano la Sampdoria: serve tornare a vincere dopo 42 giorni. Di Francesco recupera De Rossi, Perotti e El Shaarawy. Rebus Dzeko

di Redazione, @forzaroma

Il 3° match in 8 giorni resta la priorità della Roma che, 3 punti nelle ultime 5 gare, ha rallentato in classifica, scivolando al 5° posto, a 2 punti dal 4° e addirittura a 5 dal 3°, e mettendo a rischio la partecipazione alla prossima Champions, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

L’obiettivo principale è ritrovare la vittoria stasera contro la Sampdoria per interrompere il digiuno che dura dal 16 dicembre. Di Francesco, imboccando la stessa strada che ha poi portato all’addio gli altri colleghi scelti dalla proprietà Usa, si è dissociato dal progetto del club di Pallotta. Solo Luis Enrique, dal 2011 a oggi, non lo fece: Zeman, Garcia e Spalletti, chi prima e chi dopo, hanno lavato i panni sporchi in pubblico e, chi in corsa e chi a fine campionato, hanno di conseguenza interrotto il rapporto.

Solo ultimamente ha scoperto che, durante il mercato di gennaio, Monchi avrebbe provato a cedere un titolare come Dzeko. L’effetto sorpresa ha spiazzato Eusebio proprio come la gente. Di qui lo smarcamento. Magari lento, sicuramente ponderato.

Anche a Di Francesco risulta inconcepibile scomporre la rosa, indebolendola ulteriormente, nel pieno della corsa Champions. Così l’allenatore, più che mettere le mani avanti, ha voluto fare chiarezza. Anche per rispetto nei confronti della tifoseria che non ha mai abbandonato lui e i calciatori.  La proprietà, del resto, ha sempre fatto le plusvalenze in estate, mai durante la stagione (a parte Gervinho che chiese di essere ceduto a gennaio).

Pallotta spinge Dzeko a Londra, a differenza del tecnico che vuole farlo giocare, come mercoledì, contro la Sampdoria. Se lo tiene stretto perché sa che, andando via, non arriverebbe un centravanti come lui.

Eusebio si è preso le sue colpe. Anche per quanto è successo dopo la sosta invernale: alla ripresa del lavoro, sono saltati i muscoli a mezza squadra. Ha, però, chiamato in causa pure i giocatori: qualcuno è tornato dalle vacanze senza avere fatto i compiti a casa.

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