Riccardi, l’esordio vale un salto verso la storia

Alessio rappresenta il meglio del vivaio giallorosso. Sul suo conto ci sono grandi aspettative di società e tifosi

di Redazione, @forzaroma

Nella Smorfia il numero 53 rappresenta il vecchio. Numero che paradossalmente si addice al 17enne Riccardi che lo ha vestito l’altra sera contro la Virtus Entella. Al netto della sua giovane età, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, il primo millennial giallorosso ad esordire in prima squadra gioca infatti come un calciatore esperto.

Semplice, ad un tocco, senza voler strafare.  L’importante era rompere il ghiaccio, dopo tre panchine in campionato (la prima addirittura lo scorso anno) e i tre minuti nell’amichevole contro la Chapecoense nel settembre 2017. Anche perché se i colpi li hai, arrivano di conseguenza. E quella parabola disegnata di prima – che per poco non s’è trasformata nel 5-0 – non è venuta per caso. Altre occasioni non mancheranno. Alessio è un predestinato. Lo sa il ct Mancini che nei giorni scorsi ne ha parlato addirittura in ottica Qatar 2022. Ne è consapevole anche la Roma che dopo aver rifiutato 5 milioni dal Sassuolo la scorsa estate, nei prossimi giorni gli farà firmare un triennale (massimo consentito per i minorenni).

Come la Roma americana, anche Riccardi è alla ricerca del primo trofeo nella sua giovane carriera. Ha perso le finali con l’Under 15, con l’Under 17 A e B e la finale di Supercoppa Italiana contro l’Inter. In Nazionale Under 17 ha incantato all’Europeo di categoria (segnando due gol splendidi in semifinale e finale), ma anche in quel caso è poi arrivata la cocente delusione della finale persa ai rigori contro l’Olanda. Romano della Magliana, romanista, non può non avere come idolo Francesco Totti. E non è un caso che in Primavera, dove gioca dallo scorso anno sotto età, indossi la maglia numero 10.

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