La Roma è in pressing con il West Ham per abbassare le richieste del club inglese

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Gasperini avvisa su Summerville: "Giusto stabilire un certo limite per gli ingaggi"

Dentro o fuori. Inutile tergiversare, perdere tempo, ritrovarsi in una situazione che di giorno in giorno vede gli stessi interpreti andare in scena con ruoli diversi, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Un giorno è Summerville che fa la parte del "cattivo", di quello che non apre, che continua a chiedere 6 milioni d'ingaggio con il West Ham, club di appartenenza, che aspetta. Poi quando l'olandese fa ricontattare dai suoi agenti la Roma (sabato mattina) scendendo nelle pretese e trovando un'intesa sull'ingaggio con il club giallorosso, ecco sopraggiungere l'intransigenza della società inglese. Non basta trattare sulla base di 40 milioni più 5 di bonus (trattare sulla base di proposte verbali, non ufficiali) fanno sapere da Londra, ne servono 53, tutti, subito e senza bonus che sarebbe l'importo della famigerata clausola. Anzi, no: ieri sera da Trigoria rimbalza forte la voce che la clausola non esiste più. Il che lascia pensare che forse non è più esercitabile o che per giorni si è parlato di un gentleman agreement fra il calciatore e gli Hammers dopo la retrocessione del club in Championship. Fatto sta, poco importa: l'ennesima telenovela è servita. Ma stavolta, forse, l'esito finale sarà diverso. Perché la Roma è in pressing con il West Ham per abbassare le richieste del club inglese che, clausola o non clausola, è di 45 milioni di sterline (appunto, 53 milioni di euго). Un tira e molla snervante al quale D'Amico è abituato avendo già trattato con gli inglesi tre anni fa l'acquisto di Scamacca per l'Atalanta.

Burnley v West Ham United - Premier League

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