Quella latitanza della dirigenza

Tutto va bene sul campo, si può vincere e guardare avanti. Tutto, al contrario, è incerto e preoccupante all’interno della società

di Redazione, @forzaroma

La Nona di Ludwig van Spalletti è la più difficile e anche la più importante. Con l’Inter il passaggio è importante: una vittoria ribalterebbe una situazione che si trascina quasi dall’inizio del girone d’andata. Il terzo posto diventerebbe probabile, non solo possibile.

Ma sarà necessaria tutta la scienza tattica dell’allenatore giallorosso perché l’Inter, proprio a causa delle assenze, giocherà una partita analoga a quella dell’andata, che vinse con il risultato più ingiusto di quest’anno. Mancini blindò il suo centrocampo molto fisico e puntò sulle ripartenze. Ma il momento giallorosso è paradossale e forse irripetibile: Spalletti dispone, la squadra esegue e vola, i movimenti sono efficaci e automatici. Tutto va bene sul campo, dunque si può vincere e guardare avanti.

Tutto, al contrario, è incerto e preoccupante all’interno della società. La questione Totti è stata affrontata con un metodo pazzesco, attraverso un video di Pallotta superficiale e liquidatorio: una voce proveniente dall’altra parte del mondo contro venticinque anni di storia giallorossa.

Peggio ancora i massimi dirigenti della Roma sono rimasti attoniti e muti come pesci. Va bene il Signorsì (tutti teniamo famiglia), ma qui siamo alla latitanza. Il ds Sabatini, un tempo esibito come fiore all’occhiello dall’As Roma, è praticamente scomparso.

P.Liguori/CURVA SUD

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