Una porta per due, ma il polacco ha giocato da titolare

La storia dei dualismi tra numeri uno non ha (quasi) mai portato grossi vantaggi. La leggenda del calcio ci dice che il portiere non deve avere una riserva alla sua altezza

di Redazione, @forzaroma

La Roma cercava un portiere da affiancare a Morgan De Sanctis ma Wojciech Szczesny ha subito convinto tutti con la sua prepotente personalità, di quello che non ha nulla da temere.

Secondo Il Messaggero in un pezzo a firma di Alessandro Angeloni, il portiere polacco ricorda molto Doni: sornione, mezzo ciondolante, ma poi in campo si fa sentire.

Le parole di Zibì Boniek, che di polacchi se ne intende, hanno tranquillizzato tutti. «La Roma ha comprato un grandissimo portiere».

Ora comincia il gioco dei ruoli: chi sarà il titolare tra De Sanctis e Szczesny? Bella domanda. Di sicuro l’ex Gunners, almeno per quello visto l’altra sera, se la sta giocando bene sia nelle dichiarazioni e sia in campo. Un buon impatto contro lo Sporting, contro cui ha effettuato almeno tre buone parate e una mezza papera.

La storia dei dualismi tra numeri uno non ha (quasi) mai portato grossi vantaggi. La leggenda del calcio ci dice che il portiere non deve avere una riserva alla sua altezza. Restando alla Roma, Antonioli-Pelizzoli non è andata bene, come l’anno in cui Del Neri ha cambiato il titolare almeno tre volte, fino a promuovere Zotti. La scelta deve essere definitiva e chi sta dietro deve essere sereno e accettare il ruolo di vice. De Sanctis è un titolare, Szczesny pure. Il dualismo è inevitabile. Se non c’è chiarezza è un disastro.

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