Si è fatto largo nella Roma ed è già leader di questa nazionale, ha avuto maestri come Mou e De Rossi e ora con Gasperini vola
Hummels, Cobolli e la sfida di palleggi con la palla da tennis. Il tedesco: "Ho perso"
Ha lo sguardo tenero come una brioche; la voce timida di chi affronta un'interrogazione; il sorriso leggero di un adolescente a cui gli si sta per spalancare davanti una vita intera. Ma Niccolò Pisilli non è più il bambino che Mourinho ha avuto il coraggio di lanciare nella sua Roma (6 maggio 2023, minuti finali della sfida con l'Inter). Niccolò oggi è una realtà del nostro calcio, un punto di riferimento nella Roma e in Nazionale, almeno in quella che sta guidando, ad interim, Silvio Baldini, che lo scorso anno, chiamandolo nella sua Under
21 quando con Gasperini non trovava spazio, gli ha dato una bella spinta: ora il futuro è nelle sue mani. E ha vinto lui, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, diventando un perno della Roma che nelle ultime giornate si è guadagnata la Champions. Non sarà più il ragazzino della seconda fila e in Nazionale si farà largo tra le maglie di chi, risultati alla mano, non ha fatto una bella figura negli ultimi mesi. Baldini per lui spende sempre parole dolci, non solo come calciatore. "È un ragazzo splendido, umile, altruista. E poi ha un grande potenziale, può stare ad alto livello. E' stato determinante nella corsa Champions. La scena eloquente, che dimostra di che pasta è fatto, è il suo abbraccio a Favasuli, che ha appena perso col Catanzaro lo spareggio per la serie A". Pisilli intanto sarà di nuovo protagonista domenica a Creta contro la Grecia. "La partita l'avrà vista anche il futuro ct e avrà fatto le sue valutazioni. Io posso solo fare vedere quello che abbiamo e consegnarlo a chi arriverà", le parole di Baldini.
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