Il neo-direttore tecnico della Nazionale: "Il 'no' dell'anno scorso? Non mi pento. Non potevo interrompere il contratto con la squadra del mio cuore"

Claudio Ranieri, ex allenatore e Senior Advisor della Roma, ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione da nuovo Direttore Tecnico della Nazionale Italiana. Di seguito le sue parole:

C’è un senso di rivincita o di rivalsa per come è finita l’esperienza con la Roma? "No, è il coronamento di una carriera, bellissimo. Non credevo potesse accadere, ero al mare come vedete dalla mia faccia (ride, ndr). Sono orgoglioso e ci sarà da lavorare tantissimo. Ma in carriera non mi sono mai tirato indietro davanti alle difficoltà. Compito arduo, mi premono due cose: fare ri-innamorare i tifosi italiani della Nazionale e permettere ai bambini di vedere la Nazionale ai Mondiali, non lo hanno mai fatto, come mio nipote di 12 anni".

Ranieri

Si è mai pentito del 'no' alla Nazionale, visto anche ciò che è successo alla Roma? "L'ho deciso con il cuore, poi è andata male ma non mi sono mai pentito. Avevo un contratto firmato e non potevo interromperlo, per di più con la Roma che è la mia squadra del cuore, e firmare con la Nazionale. Non potevo fare le due cose insieme, c'era un conflitto di interesse enorme soprattutto in Italia. A malincuore, sono stato costretto a dire di no".

C'è qualcosa, nell'ultimo anno alla Roma, che pensa di portare all'interno del Club Italia e che ha imparato? "Tutto porta esperienza. E' stato un anno bellissimo, piene di cose particolari che mi sono servite tantissimo. Lontane da me, ma proprio per questo più importanti e formative".

L'obiettivo sono i Mondiali del 2030: per risistemare il sistema calcio quanto servirà? "Difficile dirlo, ma c'è da lavorare. Mancini è chiamato a risolvere la situazione campo, io quella che non si vede. I primi di giugno ero a Cagliari, in una piccola conferenza. Un addetto ai lavori mi ha detto che i bambini per andare alle scuole calcio spendono troppi soldi. Questo non può accadere. Voglio capire bene tutto, come funzionano le cose, per poterle vedere. In questo momento i bambini sono presi più da altri giochi, videogiochi e altri sport. Dobbiamo cercare di riportarli al calcio, cercando di abbassare i prezzi. Devo capire, valutare e vedere che cosa fare. Non so quanto costi una retta completa, bisogna vedere tutto. Fatemi avere tutte le carte e poi fatemi vedere che cosa potrò fare. Voglio abbassare, voglio che più bambini giochino a calcio. Le Nazionali giovanili italiane stanno lavorando bene, è l'ultimo salto che è difficile. Bisogna capire che cosa fare, come provvedere a far sì che le squadre italiane permettano al selezionatore della Nazionale italiana di scegliere il giocatore".

Che cosa si può fare per far sì che giocatori come Baldanzi e Venturino possano giocare in prima squadra? "Ci sono tanti giocatori che meriterebbero di giocare in prima squadra. Voglio capire bene le situazioni. Una volta c'erano al massimo tre stranieri, oggi le cose sono cambiate. Oggi ci sono squadre piene di stranieri e questo non va bene, ma bisogna vedere dove sono tutte le componenti e cercare di dare al selezionatore, a Mancini, l'opportunità di scegliere. Capisco che a qualsiasi livello i giocatori debbano vincere, ma mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle proprie squadre di far giocare più giocatori italiani".

Ha avuto modo di vedere il programma di Maldini per il settore giovanile? "Non lo ho visto ancora, Malagò mi ha chiamato lunedì sera. Ma tutto quello di buono che c'è, è mio dovere vederlo. Maldini diceva che ci sarebbero voluti 10 anni, bisogna lavorare tantissimo sulla tattica individuale fin dai ragazzini di 10-12 anni. La differenza tra noi e le altre nazionali è che noi siamo bravi tatticamente, come squadra, mentre gli altri tecnicamente, con una tecnica di base superiore. Una volta c'erano meno scuole calcio, ma si giocava di più nelle chiese e nelle piazze. Si dribblava, ora siamo bravi a giocare a uno-due tocchi ma bisogna tornare a far esprimere il ragazzo fino ai 14-15 anni. Poi va inquadrato, questo sì. Non avrò paura a portare avanti ciò che c'è di buono".

Sua moglie Rosanna che cosa pensa di questo nuovo incarico? "Finalmente non le faccio fare un trasloco, sarà contentissima (ride, ndr)".

Se la sente di dare un consiglio a Mancini? "Sono stato allenatore fino a due anni fa, se Roberto volesse chiedermi qualcosa dirò la mia altrimenti penserò alla mie cose da fare, che sono tante". Crede che ci sia la necessità di far innamorare nuovamente anche i calciatori dell'Italia? "Credo che i nostri giocatori abbiano un senso di appartenenza notevolissimo. Con il gioco di Mancini lo avranno ancora di più. Loro, comunque, sono già innamorati e soffrono più di tutti noi, sanno l'amarezza che si prova quando si perde". L'Italia aspetta le riforme: chiederete una mano alla politica per avere nuovi italiani? "Chiederò aiuto a tutti, credo che l'Italia interessi a tutti quanti. Non possiamo ricordarci di essere italiani solo quando si perde. E' bello vincere e farlo tutti insieme. Chiederò una mano per far scegliere a Mancini giocatori validi. Ne vale delle nostra italianità, non possiamo andare avanti così". Il Presidente Malagò ha pensato al Club Italia come un club di Serie A: come saranno le relazioni con Mancini e che idee potrete sviluppare? "Se Roberto sentirà la necessità di farsi avanti con me sarò sempre franco e leale. Da allenatore parlavo con i miei collaboratori, Mancini ha i suoi. Se pensa di voler sentire la mia idea, gliela darò e sarò contentissimo. Altrimenti è giusto così, Roberto è grande e vaccinato".

Il Presidente Malagò, nel corso della conferenza stampa, ha precisato: "Ho chiamato Ranieri lunedì sera, alle 20/20:30. E gli ho chiesto: 'Come vedi Mancini allenatore?'. E lui ha risposto: 'Benissimo'. Claudio, oltre alla carriera che si commenta da sola, ha qualità umane, personali e di stile che sono una componente indispensabile visto il contesto che abbiamo vissuto nell'epoca recente".

Mancini: "L'obiettivo è sempre vincere. Convinto che ci siano giocatori bravi e giovani"

Di seguito anche le parole del nuovo Commissario Tecnico, Roberto Mancini, che ha preso subito la parola per chiarire le vicende del passato: "Anticipo in molti chiarendo cosa è successo tre anni fa. Ci fu un problema di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati prima e meglio avremmo probabilmente risolto. Mi è dispiaciuto molto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. Per me è come aver perso l'amore della mia vita, significa che ho sbagliato e che quello che era stato fatto prima non contava nulla. Il destino mi ha dato un'altra opportunità grazie al presidente Malagò e sono qui per riportare l'Italia dove merita".
Qual è il suo obiettivo dopo quello che è successo tre anni fa? "A prescindere da quello che è successo nel 2023, l'obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani. Vincemmo l'Europeo ed è stato meraviglioso, senza perdere per quattro anni. Poi c'è stata l'eliminazione, forse con almeno uno dei due rigori tra Basilea e Roma ci saremmo qualificati". Si è chiarito con Gravina? "L'ho fatto in passato, la responsabilità è stata la mia. Se ci fossimo parlati prima forse avremmo chiarito". Oggi ci sono più polemiche rispetto al suo primo mandato? Ci sono i giocatori giovani validi? "Le polemiche ci sono sempre state per un ct, anche quelle che ci sono ora passeranno. Io porto l'esempio di Zaniolo. Lo convocai quando non aveva nemmeno esordito in Serie B, figuriamoci in Serie A, e al primo raduno faticò molto. Dopo due mesi, però, era un altro giocatore. Questo è l'obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere". Per quanto tempo spera di rimanere? Le nazionali giovanili dovrebbero giocare nella stessa maniera? "Io voglio vincere un trofeo importante, magari anche due. E poi rimanere anche più tempo della durata del mio contratto se possibile. Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un'identità tattica comune". Ci sono meno 'colonne sicure' rispetto all'esperienza scorsa? "Sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importanti, ma Verratti e Jorginho non avevano mai giocato insieme perché si riteneva fossero troppo piccoli e tecnici. Credo che ci siano giovani bravi e tecnici, poi troveremo i giocatori esperti per fargli fare da chioccia". Questa squadra può ancora farle sognare di vincere un Mondiale? "Quando siamo partiti, la maggior parte dei giornalisti riteneva la nostra squadra settima o ottava in Europa. Se non abbiamo mai perso vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatta. Se l'Italia va al Mondiale, come dovrebbe, lì diventa una delle squadre da battere. Anche se ci arriva da non favorita. Il nostro obiettivo è formare una squadra subito, velocemente, per la Nations League, per qualificarci all'Europeo e poi al Mondiale". Che cosa ne pensa della questione stranieri? "Mi sembra che la percentuale di stranieri sia pressappoco la stessa di 5 anni fa, dovremo sfruttare le giovanili e far giocare i giovani con i grandi per farli migliorare più in fretta. Se gli italiani vanno all'estero e giocano è importante". A livello tattico, ripartirà da quanto fatto nel 2021? Al Mondiale c'è stato qualche spunto? "Vedere il Mondiale e certe squadre dà sempre uno spunto tattico. Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, la base sarà quella perché penso che ci possa dare una squadra con uno spirito offensivo. Dovremmo essere sempre propositivi, cercando di vincere tutte le partite". Quanto sarà importante la Nations League per costruire la nuova Nazionale? "I quattro gironi di Serie A sono formati da grandi nazionali, saranno partite importanti. Valuteremo subito la nostra forza, dove avremo bisogno di migliorarci. Sarà un girone difficile per noi e per le altre squadre". Torniamo al tema del centravanti: ora si sente coperto? "Immobile è stato un grande bomber, quelli che abbiamo sono un po' più giovani e possono migliorare. Kean lo feci debuttare, lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco, tra ali e centravanti". E' stato l'ultimo CT ad aver convocato uno stage: proverà di nuovo a farlo? "Chi fa il CT sa che ha dei problemi, come tutti i CT. Riuscimmo a fare lo stage, ma chiamando solo giocatori che oggi in gran parte sono nell'U21. In quel momento non stavano giocando. Non so se sarà possibile". Che cosa chiede al mondo del calcio e come pensa di essere accolto? "Il mio obiettivo è fare in modo che la Nazionale riparta subito e cerchi di vincere. Posso solo sperare che giochino più italiani possibile, per avere più scelta e dare la possibilità ai giocatori di migliorare in fretta". Tre anni e mezzo fa disse che c'erano 4-5 giocatori del potenziale di Bellingham: quel gruppetto è rimasto lo stesso? Cercherà anche in altre categorie, e di altri passaporti? "Bellingham poi è andato al Real ed è un po' migliorato in questi anni... speriamo che anche i nostri possano fare un percorso del genere. Se troveremo qualcuno bravo, di passaporto italiano, in un'altra Nazione, lo vedremo".

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