Parnasi, slitta il verdetto sulla sua scarcerazione

il gip Maria Paola Tomaselli, dopo avere ricevuto il parere della procura che dà l’ok ai domiciliari, ha preso cinque giorni di tempo per sciogliere il nodo

di Redazione, @forzaroma

Tutti si aspettavano che la decisione sarebbe arrivata ieri, compreso lui, Luca Parnasi, il patron dello stadio della Roma a Tor di Valle, arrestato per associazione a delinquere e detenuto a Rebibbia. E invece, come riporta Il Messaggero, con una mossa a sorpresa, il gip Maria Paola Tomaselli, dopo avere ricevuto il parere della procura che dà l’ok ai domiciliari, ha preso cinque giorni di tempo per sciogliere il nodo.

Nel frattempo, proseguono gli altri fronti dell’inchiesta: ieri sono stati interrogati in carcere dalla pm Barbara Zuin due collaboratori di Parnasi, Gianluca Talone e Giulio Mangosi, che avrebbero risposto alle contestazioni, questa mattina presenteranno istanza di scarcerazione e la procura farà sapere la propria valutazione a stretto giro. Domani, invece, davanti al Tribunale del Riesame si presenteranno l’ex assessore regionale Pd Michele Civita e l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi (FI).

Anche la Corte dei conti ha deciso di accelerare con le verifiche. Il procuratore Andrea Lupi e il pm Massimo Lasalvia ipotizzano che i pubblici ufficiali a libro paga del costruttore possano aver provocato un doppio danno alla città: erariale e d’immagine per tre indagini diverse. Nel mirino della procura anche tutti gli incarichi che il Comune di Roma ha affidato all’avvocato Luca Lanzalone – ai domiciliari per corruzione – consigliere di punta della sindaca Virginia Raggi per il dossier «stadio».

Intanto ieri si è attivato anche il ministero dei Beni Culturali, che ha disposto un’ispezione sulle pratiche curate dal soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, coinvolto in un filone dell’inchiesta penale.

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