Insultato allo Stadium, “tradito” da Pjanic: troppi conti sono in sospeso per Strootman
Se di Nainggolan e dei suoi confronti accesi con il mondo bianconero si sa tutto o quasi, in pochi ricordano quanto Kevin Strootman, certamente più riservato, senta la sfida con la Juventus, evidenzia Stefano Carina su Il Messaggero.
L'olandese non ha digerito le provocazioni e gli insulti che gli riservò qualche tifoso in tribuna nell’ottobre del 2014 quando, infortunato, assisteva alla gara insieme ad altri compagni non convocati. All’improvviso arriva la frase che lo fa reagire: «Zoppo, dove hai lasciato la stampella? Tanto hai finito la carriera». Ghigno e gesto gesto dell’ombrello la risposta dell'olandese.
Il resto è storia recente, dei giorni del ritiro di quest’estate a Pinzolo. La Juventus ha appena annunciato gli acquisti di Dani Alves, Benatia e Pjanic. Al bosniaco, suo amico, Strootman riserva una stilettata niente male («Pjanic chi? Ah Pjanic…»). Poi la promessa che lo fa entrare, ancor di più, nei cuori della gente: «Io alla Juventus non ci andrei mai».
In campo, da quando veste la maglia della Roma, Kevin ha affrontato la Juventus appena due volte. Una sconfitta in campionato (0-3 a Torino il 5 gennaio del 2014) e una vittoria in coppa Italia (16 giorni dopo, il 21 gennaio del 2014) dove fu proprio l’olandese a regalare l’assist a Gervinho, autore del gol-qualificazione.
È uno Strootman diverso quello che stiamo ammirando in questo primo scorcio di campionato. Meno incisivo nei contrasti (non arriva al 50% di quelli vinti) ma più propositivo in fase di impostazione (15 occasioni create dall’inizio del torneo, senza contare la percentuale quasi bulgara, 88%, dei passaggi riusciti in media nelle gare di campionato) e d’intercettazione dei palloni in mediana. Una crescita tattica dovuta ai suggerimenti di Spalletti, che spesso gli chiede di coprire lo spazio lasciato libero dal terzino che spinge. Se la Roma non subisce reti da tre gare di fila, è certamente dovuto dall’atteggiamento diverso della squadra in campo ma è anche grazie al lavoro di Strootman.
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