L'attaccante ceco: "Bello il paragone con Dybzla, ma siamo due calciatori diversi. La maglia numero 10? Di Totti ce n'è uno e nessuno sarà mai come lui. Io sono Schick".
Sono bastate poche ore per trasformare Patrik Schick da giovane promessa della Sampdoria a top player e acquisto più caro della storia di un club di prima fascia, come scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero. Le pressioni sono molte, ma lui sembra che tutto questo non lo infastidisca: "Io sono qui per giocare a calcio, non mi preoccupa quanto sia costato. Voglio concentrarmi solo sul pallone. Non vedo l'ora di indossare la maglia della Roma contro la Chapecoense e di avere il primo contatto con i tifosi dopo quello avuto in aeroporto".
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Ragazzo di poche parole, il ceco dosa le emozioni e non fa proclami: "Bello il paragone con Dybzla, ma siamo due calciatori diversi. La maglia numero 10? Di Totti ce n'è uno e nessuno sarà mai come lui. Io sono Schick". E a proposito di Totti, è stato proprio l'ex capitano a mandargli un messaggio durante la trattativa: "È vero, ma quello che mi ha scritto resterà un nostro segreto".
Oggi poteva essere un giocatore di Allegri: "Quello che è successo con la Juve appartiene al passato, non voglio tornarci perché fa parte del calcio. Non sono deluso e sono contento di essere qui. Dopo l'Europeo Under 21 non ho mai rilasciato interviste in cui ho espresso il gradimento per una squadra o un'altra, o parlando dei miei progetti futuri". Chiarito questo la dichiarazione d'amore: "Non c'è differenza tra Roma e Juventus, sono due grandi club con grandi ambizioni. Le parole di Giampaolo? Venire qui è stata una mia decisione". Piede mancino, Schick ha sempre giocato come centravanti anche in nazionale: "È il ruolo che prediligo, ma è anche vero che non ho problemi a giocare sulla destra. Tendo ad accentrarmi con il sinistro, quindi non sarebbe un problema fare l'esterno".
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