La salvezza di Rudi in mano alla squadra

Giovedì il tecnico ha provato per l’ennesima volta a spronare il gruppo. Ha chiesto che gli venissero dette le cose in faccia, ha voluto sapere se la squadra fosse ancora con lui. Alcuni leader dello spogliatoio gli hanno garantito che nessuno lo ha scaricato

di Redazione, @forzaroma

Domani contro il Genoa Garcia si giocherà tutto, dovrà vincere e convincere. Ieri Rudi ha provato gli schemi offensivi ma di offensivo intanto ha ricevuto (insieme alla squadra e alla società) una serie di striscioni che hanno tappezzato la via Laurentina che conduce verso il centro sportivo di Trigoria. «Noi romani e romanisti – il testo del messaggio – vi urliamo indegni. Ominicchi senza palle, solo la maglia». L’atmosfera non è delle migliori. Dai 50 chili di carote recapitati dopo il ko con l’Atalanta accompagnati dall’eloquente “Buon appetito conigli”, l’escalation è stata continua. Prima gli assordanti fischi allo stadio per il pareggio contro il Bate Borisov in Champions. Poi le uova lanciate contro il pullman della squadra l’altra sera al termine della festa di Natale. Senza contare che domani si prevede il minimo stagionale di spettatori con meno di 20mila presenze, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”.

Garcia sempre più solo. Giovedì ha provato per l’ennesima volta a spronare il gruppo. Ha chiesto che gli venissero dette le cose in faccia, ha voluto sapere se la squadra fosse ancora con lui. Alcuni leader dello spogliatoio gli hanno garantito che nessuno lo ha scaricato. Il tempo delle parole però è finito. Garcia sa che il suo destino è in mano a quelli che chiama i “suoi” ragazzi. Tocca a loro decidere se salvarlo o meno. Rudi non può far altro che fidarsi e affidarsi a loro. Oggi la rifinitura e consueto ritiro in hotel. Domani il verdetto. Spalletti è in agguato.

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