La Roma sulle Spal di Dzeko

La Roma sulle Spal di Dzeko

Il centravanti bosniaco può raggiungere Da Costa, con 79 gol, al 9° posto della classifica dei bomber romanisti di tutti i tempi

di Redazione, @forzaroma

Il ciclo pesante comincia con una partita, in teoria, meno pesante. E all’Olimpico dove, sempre in teoria, la Roma ha il vantaggio di giocare davanti alla sua gente, quindi con un pizzico di vantaggio in più, come riporta Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

La Roma, in casa, fino a ora ha sconfitto solo Frosinone e Lazio, lasciando due punti all’Atalanta e due al Chievo. Per non parlare poi della stagione scorsa, quando la squadra di Di Francesco nel suo stadio ha perso ben sei volte, con Inter, Napoli, Atalanta, Sampdoria, Milan e Fiorentina, un record negativo che eguaglia il bilancio di più di settanta anni fa, stagione 1946/47. E questo stona con la storia della Roma: un conto è la regola dell’Olimpico, un conto le eccezioni.

L’infortuniello di Schick costringe Dzeko agli straordinari. Il centravanti bosniaco ha il dovere di continuare a segnare, con la Spal può raggiungere Da Costa, con 79 gol, al 9° posto della classifica dei bomber romanisti di tutti i tempi, per vedere quindi da ancora più vicino Delvecchio, ottavo con 83 gol. Difficile pensare che possa Edin saltare pure le sfide con Cska, Napoli e Fiorentina, quindi si prepara al filotto, il problema è che filotto dopo filotto, lo ritroviamo con la lingua per terra. Ma che altro può fare se Schick c’è e non c’è (guai al flessore, non convocato, al suo posto il Primavera Cangiano)? Il turnover, oggi, riguarda altri.

El Shaarawy si gioca il posto con Kluivert (in netto vantaggio l’olandese), a destra Under; Santon sarà messo a riposo per ridare spazio a Florenzi, a sinistra il giovane Luca Pellegrini è stato designato ufficialmente come vice Kolarov. De Rossi è out, quindi spazio a Cristante, che ha bisogno di ritrovare un po’ di fiducia e continuità in più. Oggi al fianco di Nzonzi, come con il Plzen.

L’idea di affrontare una squadra che arriva a Roma reduce da una striscia di 4 sconfitte consecutive in campionato (solo in una occasione, nella stagione 1963-64, ha raggiunto il record negativo di 5 di fila), può condizionare in negativo il gruppo, rilassarlo (senza alcun motivo). Ecco perché l’allenatore dopo l’allenamento di ieri ha evitato di comunicare/o far capire ai giocatori chi andrà in campo contro la Spal. Li vuole in tensione per una partita che facile non è. Renderla facile, questo sì, si può. Si deve.

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