La Roma è a fine corsa

Dalla decima giornata di campionato la squadra di Garcia ha smesso di correre, ora a testimoniarlo arrivano anche le parole dei diretti interessati, per ultimo Florenzi («La benzina non c’era ma abbiamo sopperito con l’anima»)

di Redazione, @forzaroma

Piano piano se ne stanno accorgendo tutti: da novembre in poi la Roma ha smesso di correre. I numeri erano chiari, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”: dalla decima giornata, la Roma è diventata la squadra che percorre meno chilometri (97,9) in serie A. Solo il Carpi fa peggio di lei. Dopo che per qualche settimana si è cercato di giustificare l’involuzione atletica con il solito problema di testa, ora le dichiarazioni dei diretti interessati non lasciano più dubbi. Non sono in pochi che stanno uscendo allo scoperto. Inizialmente De RossiLe gambe non giravano») e GarciaNon avevamo le gambe»). Poi PjanicLe gambe erano pesanti»). Ancora Garcia, prima nel pre-gara col Genoa («Dopo la sosta c’è da cambiare il ritmo degli allenamenti») e poi nel post («Con poca benzina ma con le risorse mentali, abbiamo vinto») quando si è unito senza peli sulla lingua anche FlorenziLa benzina non c’era ma abbiamo sopperito con l’anima»).

 

Diversi i motivi e, come se non bastasse, anche la gestione degli infortuni a volte lascia perplessi (su tutti, Gervinho) con qualche ricaduta di troppo. Situazioni che creano imbarazzo a Trigoria perché chiamano in causa l’uomo scelto direttamente dal presidente Pallotta (con la supervisione di Lippie), il preparatore atletico Norman. Che poi è più di un preparatore atletico: in realtà gestisce tutto lui. Il medico sociale Ripenhof (consigliato proprio dal canadese) è un ologramma mentre Del Vescovo, non essendo un medico dello sport ma un radiologo non può che attenersi alle sue disposizioni.

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