Di Francesco ha subito riqualificato la rosa della Roma sfruttando i test impegnativi della tournée negli States. Peres e Juan Jesus hanno convinto l’allenatore. Promosso anche Gerson
Il ritiro di Pinzolo e la tournée in America sono serviti a Di Francesco, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, anche per addestrare quei calciatori che per motivi diversi hanno fallito nell'ultima stagione. In particolare i brasiliani Bruno Peres, Juan Jesus e Gerson. Senza esagerare con gli elogi, il trio sudamericano sembra aver raccolto il messaggio del tecnico. Che, nelle esercitazioni quotidiane, ha chiesto loro la massima concentrazione. La stessa che poi preteso pure nelle prime partite di questa fase di preparazione.
Il testimonial della riscoperta dall'America è Peres. A quanto pare gli hanno fatto bene i rimproveri. Ne ha incassati a raffica. Ma ha reagito, dando l'impressione di aver recepito gli insegnamenti più semplici. Di errori ne fa ancora parecchi, ma il cambiamento è evidente. A volte dà l'impressione di essere meno intraprendente proprio perché cerca di accontentare l'allenatore. Con Florenzi e Kardorp convalescenti, Peres ha capito che in ballo c'è il suo futuro.
Juan Jesus ha recuperato posizioni. Partendo dalla panchina, si è preso il posto. Di Francesco lo ha sempre schierato titolare negli States. E sempre da centrale, per sfruttare il piede mancino. Gerson finalmente è stato schierato nel suo ruolo di mezzala sinistra. Anche lui è stato strigliato più per il suo atteggiamento, a volte indisponente, e meno per la sua qualità che Di Francesco ha cercato di sfruttare già a Pinzolo. Negli Usa è sembrato più vivace e soprattutto più veloce nel fraseggio. L'allenatore lo vorrebbe tenere, convinto che il centrocampista sia adatto al suo sistema di gioco che vive di verticalizzazioni. Gerson non è sicuro di restare.
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