"Continuare a ripetere, come un mantra, la litania che il calcio non cambia e che la Juve dovrebbe fare un campionato a parte è un grave limite, figlio di una dietrologia da bar sport"
La Roma ha ancora qualcosa in meno della Juventus: la spietatezza. L'ha fatto capire anche Garcia dicendo: «Abbiamo perso perché abbiamo sbagliato un paio di occasioni importanti». Capisco che resistere alla tentazione storica di sentirsi vittime è difficile per chi ha subito in passato il torto del gol annullato a Turone, per una questione di centimetri, ma continuare a ripetere, come un mantra, la litania che il calcio non cambia e che la Juve dovrebbe fare un campionato a parte è un grave limite, figlio di una dietrologia da bar sport.
Certo sono parole dette a caldo, dopo una partita che è stata una vera battaglia, ma sono parole che non fanno bene al calcio in generale. E non fanno bene neppure alla Roma, perché un capitano del livello di Francesco Totti, non può concedere finti alibi alla sua squadra quando mancano ancora 32 partite alla fine del campionato, con 96 punti a disposizione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA