Il ricordo dell'urlo strozzato di Giannini, la rimonta dopo lo 0-2 dell'andata, il gol di Moriero ai supplementari e la beffa a 7 minuti dal termine. Oggi lo Slavia incute decisamente meno timore
VIDEO - Lina Souloukou nella Fan Zone della Roma a Budapest
Quando dalla pallina del urna di Nyon è uscito ieri il nome dello Slavia Praga, per molti tifosi della Roma il pensiero è corso a quel maledetto 19 marzo del 1996. Il ricordo dell'urlo strozzato di Giannini, la rimonta dopo lo 0-2 dell'andata, il gol di Moriero ai supplementari e soprattutto la beffa di Vavra a 7 minuti dal termine che negò alla Roma di Mazzone l'accesso alla semifinale di coppa Uefa. Oggi - scrive Stefano Carina su 'Il Messaggero' - lo Slavia incute meno timore. Ha conquistato l'accesso ai gironi dopo aver superato Dnipro-1 e Zorya e attualmente guida il campionato della Repubblica Ceca. Non ha più stelle alla Poborsky, ha venduto in estate il terzino Jurasek al Benfica per 14 milioni e si affida nel 4-2-3-1 del tecnico Trpisovsky. L'altra avversaria sono i moldavi dello Sheriff Tiraspol, allenato dall'italiano Bordin (difensore ex Atalanta e Napoli). Terzo incomodo, gli svizzeri del Servette. Secondi nell'ultimo campionato elvetico, nei preliminari di Champions non hanno sfigurato contro i Glasgow Rangers, dopo aver eliminato il Genk. Insomma, quanto basta per strappare un sorriso al Ceo Souloukou: "Non dobbiamo sottovalutare i nostri avversari ma la volontà è arrivare in fondo alla manifestazione. Il nuovo stadio? Pilastro del progetto sportivo". In effetti il girone è a dir poco abbordabile. Probabilmente l'insidia maggiore saranno i chilometri che dovranno percorrere i giallorossi in giro per l'Europa.
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