Il malato ora è guarito, ma guai a dimenticare le cause della crisi

A Empoli è arrivata la quarta vittoria di fila, Champions compresa

di Redazione, @forzaroma

Meglio far punti sempre e comunque. Specie se alle spalle hai già lasciato (troppi) regali a chi non lo meritava. Roma in trasferta dopo tre vittorie capitoline, l’occasione per cominciare un nuovo viaggio, come scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero.

Roma compassata, talvolta fin troppo, ma brava a trovare la rete del vantaggio ancora una volta su azione da fermo, cioè da palla inattiva, stavolta con il gigantesco Nzonzi (guai a chi dice: proprio lui…) su invito (un altro…) di Pellegrini, Lorenzo. Nzonzi con quel fisico da lampada Osram e il passo felpato non dà mai l’impressione di essere realmente al centro del gioco, eppure c’è. E si vede.

Francesco Totti per la prima volta a bordo campo: un segnale tutto da interpretare. In positivo, ovviamente. Quando Olsen manda un bacio al rigore calciato in curva da Caputo capisci che il sabato sta prendendo la piega che speravi. Poi quando Dzeko buca per la seconda volta Terracciano i tre punti se ne vanno dritti dritti in cassaforte.

E proprio in quel momento ti assale la rabbia per quanto di osceno combinato dalla Roma contro Chievo e Bologna, cioè un pareggio e una sconfitta con un solo punto in classifica. Se non altro, a Empoli è arrivata la quarta vittoria di fila, Champions compresa, e la crisi sembra davvero alle spalle. Sarà importante, adesso, avere davanti agli occhi un grande orizzonte. E non dimenticare quanto accaduto prima del Frosinone.

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