Il tecnico francese anche dopo il successo sull'Empoli non si sbottona. Low profile deve essere e low profile sarà

Rudi Garcia va avanti per la sua strada e, come evidenzia Stefano Carina su Il Messaggero, non si sbottona nemmeno sotto tortura. Low profile deve essere e low profile sarà.

Ieri a fine gara, dopo il provvisorio +9 sulla Juve, ha dribblato ancora una volta le sirene che lo vogliono favorito alla corsa scudetto: «Sembra un ping pong, ognuno scarica la pressione sugli altri. La favorita sarà quella che andrà fino in fondo. Noi puntiamo in alto. Ora testa al Bayer Leverkusen: andiamo lì per fare risultato».

E sulla partita «Siamo secondi ed era il nostro obiettivo. Siamo alla terza vittoria di fila ma non è stato semplice. Sapevamo che l'Empoli era una squadra da non sottovalutare. Il cambio di modulo ci ha fatto bene, nel secondo tempo siamo stati padroni del campo e abbiamo sfruttato le occasioni. Sono contento per le reti su calcio piazzato, peccato per il gol preso».

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Contento per la prova di Castan «Era importante che tornasse in campo, conto su di lui. Ho scelto Leo anche perché si era fermato ad Empoli. Il guerriero è tornato»

Ma Rudi non può non spendere una parola per Pjanic che ha sbloccato una gara che con il trascorrere dei minuti stava diventando complicata: «I calci di punizione possono essere importanti e abbiamo lavorato tanto su questo. Sono felice per la rete di De Rossi, che giocava la gara numero cinquecento con la maglia della Roma. Poi certo… il piede di Miralem è un bene per noi. Ho lottato tanto per tenerlo qui, è formidabile. Può in ogni momento sbloccare la partita».

Garcia trova qualcosa che non gli è piaciuto: «Dobbiamo trovare un maggiore equilibrio. Pensavo di non prender gol e invece l’abbiamo preso, speriamo di non prenderlo martedì. Non voglio dare limiti alla squadra, va bene anche vincere 4-2 ma dobbiamo attaccare e segnare dei gol per vincere».

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