Fonseca ha poca difesa

Funziona l’attacco e non il reparto arretrato, fragile e confuso. Rimontate due reti al Cagliari. Il tecnico: “Aspettiamo rinforzi”

di Redazione, @forzaroma

A sei giorni dalla prima in campionato, a Verona, la Roma è (ancora) questa: manca almeno un centrale difensivo, c’è un terzino (destro) titolare ma che è dato partente e un centravanti nel pieno del vortice di mercato, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

A Cagliari, primo test con una squadra della stessa categoria (presenti alla Sardegna Arena circa mille tifosi, con obbligo di mascherina) e ultima occasione per provare il gruppo in vista di Verona. Aspettando rinforzi in questa settimana, almeno Smalling. Perché il problema vero oggi è la difesa, che manca di uomini, per il momento si regge sulle fragilità di Ibanez e su un modulo (a tre) che aspetta l’elemento centrale e Cristante lì appare di passaggio. Una difesa che incassa gol (ieri a Cagliari, due), evidenziando gli antichi guai.

Primo tempo bruttino e pieno di errori, meglio il secondo, con tanto di rimonta e qualche giocata di alto livello dei soliti noti.

La Roma fragile e spaesata del primo tempo, si trasforma nella ripresa con l’ingresso di Under e il ritorno al 4-2-3-1. Proprio il turco – pure lui promesso partente – riapre la partita, chiudendo un’iniziativa di Mkhitaryan e Spinazzola da sinistra, mentre il pari arriva da destra, con incursione di Karsdorp e palla messa in rete dall’armeno.

Dzeko (tormentato dalle scelte sul suo futuro) c’è e per ora Fonseca non lo molla, lo cambierebbe solo con Milik, così come ci sono Pellegrini e Mkhitaryan, quest’ultimo – gol a parte – è apparso anche in buona condizione.

A fine partita Fonseca si accontenta. Per ora. “La squadra non è chiusa, ci sono giocatori che devono uscire ed entrare. Stiamo cercando le migliori soluzioni per la squadra. Ci servono calciatori“. “Friedkin? L’impressione è stata molto positiva, è importante averlo vicino alla squadra. Loro sono molto motivati. La difesa a 4? La squadra deve saper giocare in più modi”. Chiaro: servono gli interpreti giusti.

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