“E al vertice finale sullo stadio arrivò anche l’ok di Grillo”

“E al vertice finale sullo stadio arrivò anche l’ok di Grillo”

Il retroscena svelato dall’ex M5S Grancio: “Il parere dei tecnici non era ancora pronto. Al tavolo Fraccaro e Bonafede misero
il telefono in vivavoce. Beppe si congratulò”

di Redazione, @forzaroma

“Mi ricordo di quella sera, c’erano Fraccaro e Bonafede che a un certo punto misero il cellulare in vivavoce, era Beppe Grillo che ci diceva: ragazzi tutto a posto, avete fatto un ottimo lavoro. Insomma, dava per fatta l’intesa sullo stadio, anche se mancava ancora il parere degli uffici. Io l’ho fatto notare, ripetevo che la procedura così non era corretta, che dovevamo aspettare. Nessuno mi ha ascoltata”. A parlare è Cristina Grancio, la dissidente cacciata dal M5S un anno fa perché osò ribadire quanto i Cinquestelle avevano promesso per tutta la campagna elettorale del 2016. Cioè che attorno al progetto Tor di Valle si intravedevano “i rischi di una speculazione”  e che quindi, sul progetto che sognavano Parnasi e sodali, bisognava andarci coi piedi di piombo. Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, la benedizione del fondatore del Movimento, nella ricostruzione che fa Grancio, era il segno dell’avallo finale.

“Lanzalone e gli altri avvocati del suo studio – ricorda Grancio – erano presenti a tante riunioni. Insieme ad altri mi chiedevo a che titolo fosse qui hi fosse a pagarlo per il lavoro che stava svolgendo così intensamente in Campidoglio”. Era solo l’inizio, in realtà, di un rapporto con l’amministrazione Raggi che, nel corso dei mesi, sarebbe diventato sempre più penetrante, fino alla retata di mercoledì scorso. Nei giorni caldi della discussione su Tor di Valle, prima che si arrivasse all’accordo con i privati, Grancio chiese all’Avvocatura capitolina un parere sull’impianto. “Chiedevo lumi su sette aspetti che riguardavano la portata urbanistica dell’operazione, ma che si concentravano anche sulla società di Parnasi”. Quel parere, sostiene Grancio, “è stato secretato dalla Raggi. Mi sono sempre chiesta che motivo ci fosse per nascondere ai consiglieri comunali il documento. La verità? Ho invitato più volte la sindaca e la maggioranza M5S a tenere gli occhi aperti su Tor di Valle. Sono stata espulsa. Ora forse mi dovrebbero delle scuse”.

Lorenzo De Cicco

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