Dzeko, gol e paradossi

Il bosniaco ha i numeri dalla parte sua, eppure qualcuno storce ancora il naso

di Redazione, @forzaroma

Numeri su numeri, eppure, qualcuno – che avrà di sicuro le sue ragioni – storce il naso su Edin Dzeko, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Forse il bosniaco non trasmette passione e succede; forse pesa il fatto che per due anni di seguito stava per andare via e tanti attribuiscono questa scelta (o colpa) solo a lui; forse perché da queste parti ci si affeziona ad calciatori con sagome caratteristiche diverse, con una faccia più arrogante, anche se segnano meno gol. Questione di carattere, di empatia, non solo di numeri, insomma. Ma noi di questi dobbiamo parlare e (anche) su questo va valutato un calciatore, il resto è opinione, come detto, sempre legittima.

Edin, come spesso si sottolinea, non è un bomber autentico, è poco cattivo, eppure pian piano sta scalando la classifica dei marcatori migliori della storia romanista. Meglio di lui solo Totti, Pruzzo, Amadei e Montella, gente che con la Roma ha vinto uno scudetto. Non gente qualunque, insomma. Superato, con la doppietta al Benevento, Rodolfo Volk, ormai alle sue spalle a quota 79. Dzeko è un tipo molto particolare, molti lo raccontano come estremamente permaloso: soffre gli umori esterni (e interni, vedi le discussioni con Petrachi lo scorso anno), qualche critica di troppo. Non è molto espansivo, non è accattivante con i tifosi. Non tira fuori i denti, la vena, è solo un professionista che ama il suo lavoro e, anche se non sembra, la Roma.

Il problema, che gli viene attribuito, è l’ingaggio che, in questa fase storica del calcio, diventa insostenibile. L’Inter, la Juve e in mezzo il Chelsea, sono squadre che lo hanno corteggiato in questi anni (e almeno Conte lo vorrebbe anche a gennaio) e la Roma non si sarebbe strappata i capelli davanti a una sua partenza. Ora si è ritornati di nuovo insieme e chissà quanto questo matrimonio durerà, calcolando che Edin è un classe 86 e in futuro, quel ruolo, dovrà per forza essere occupato da un altro più giovane. Milik resta in ballo, per ora il concorrente stimolante è Borja Mayoral. A gennaio si faranno i conti, quando il mercato verrà riaperto. E fino a quel periodo, Dzeko proverà a scalare ancora le classifiche dei bomber giallorossi.

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