L'argentino garantisce qualità e gol. A novembre compirà 33 anni ma la sfida è giocare il più possibile
I diversi volti dell'attacco: così Gasperini disegna la Roma
Doveva essere la ciliegina sulla torta. E invece, a quasi 33 anni (che festeggerà a novembre) e a meno di sorprese last-minute dal mercato, si sta riscoprendo la torta intera. Anche se il tempo passa e non siamo più nel 2022 quando una tifoseria intera era lì ad attendere che si affacciasse sulla gradinata del Colosseo quadrato, Dybala rappresenta ancora la stella polare tecnica della Roma. Curioso pensando che se non fosse stato per Gasperini, oggi Paulo giocherebbe in Mls o al Boca. Eppure ad oggi continua ad essere l'uomo copertina. Passano i calciatori, gli allenatori, i dirigenti ma la Joya è sempre li. E potete scommettere - scrive Stefano Carina su 'Il Messaggero' - che lunedì l'urlo più imponente dei 67mila al momento della lettura delle formazioni nel pre-gara contro la Fiorentina sarà per lui. Un limite o un vantaggio? Di certo non un problema. Il problema, semmai, può diventare se Dybala diventa l'unico in grado di cambiare da solo una partita. Perché poi il discorso è sempre il solito: ok, fin quando c'è la Joya c'è gioia. Ma quando manca? Cosa accade? C'è qualcun altro in grado di prendere per mano la squadra in sua assenza? Ci ha provato Soulé nella passata stagione, prima che la pubalgia lo mettesse ko. Ci proverà Mora, ragazzo dal talento cristallino, per il quale però avere la certezza che pronti, via possa ritagliarsi questo ruolo è un forte esercizio di ottimismo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA