Diabolik, saluti romani. Ora allarme per il derby

Dopo il funerale dell’ex capo ultras della Lazio ora si temono ripercussioni il 1 settembre

di Redazione, @forzaroma

Il difficile viene adesso. C’è una data precisa da segnare sul calendario: quella del primo settembre quando all’Olimpico si giocherà il derby. È qui che autorità e forze dell’ordine saranno chiamate a concentrare la massima attenzione, scrivono Mozzetti e Scarpa su “Il Messaggero”. Perché se la famiglia Piscitelli ha ottenuto in parte ciò che voleva, celebrando ieri il funerale di Diabolik al Santuario del Divino Amore, una parte dei tifosi biancocelesti aspetta ancora di potersi sfogare. Tra dieci giorni non ci saranno più i familiari del capo ultras a occuparsi della vicenda, a imporre ordini e comportamenti da rispettare “con esemplare educazione”. “La resa dei conti” così è stata etichettata ieri da più di un tifoso deve “ancora avvenire”.

Per alcuni è una “rivincita” da prendere a tutti i costi sulle forze dell’ordine che, pur mostrando un’apertura sulla celebrazione del funerale, hanno negato categoricamente la pubblica esposizione del feretro di Piscitelli all’uscita dalla chiesa. “Vedrete cosa succederà al derby” tuonava più di un ultrà ieri pomeriggio sotto un sole cocente mentre gli agenti di polizia del Reparto mobile bloccavano la strada e apponevano una distanza tra il feretro diretto al cimitero Flaminio e coloro i quali a suon di saluti romani, cori e fumogeni, hanno salutato ma solo da lontano il capo. L’allerta è già partita e nei prossimi giorni in via di San Vitale sede della Questura si studierà il dispositivo di sicurezza da mettere in campo il primo settembre. Una giornata che rischia di essere scandita da due momenti distinti ma complementari. Dentro lo stadio e prima del match la Nord presenterà una scenografia in tributo a Piscitelli a cui dovrebbe rispondere anche la curva Sud.

La vera incognita riguarda l’esterno dell’Olimpico. Cosa ci sarà fuori, nell’area in cui solitamente vengono radunati i tifosi prima di entrare allo stadio. Ovvero la zona intorno a Ponte Milvio dove non è da escludere che possano deflagrare le agitazioni. C’è da tenere in considerazione il fatto che la maggior parte dei supporter di squadre gemellate con la Lazio le tifoserie straniere più estreme pur puntando su Roma non sono arrivate ieri nella Capitale ma stanno già organizzandosi per non mancare l’appuntamento del derby. E diversi sono le mine vaganti che compongono il panorama dei tifosi laziali. Per capirci, non c’è solo il blocco degli Irriducibili che per paradosso potrebbe tenersi fuori dalle proteste annunciate ieri neanche troppo velatamente, e che potrebbe invece ricoprire il solo ruolo di regista.

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