Di Francesco oltre CR7: “Stimolo per la Roma”

Il tecnico: “Abbiamo valutato le persone prima di tutto negli acquisti, poi il calciatore. Vedo disponibilità e grande senso del sacrificio”

di Redazione, @forzaroma

Cristiano Ronaldo che rinforza una squadra già fortissima, deve essere paradossalmente l’arma in più per le altre, compresa la Roma, come scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Giallorossi che hanno Pastore, hanno De Rossi, Schick, Dzeko. La Roma ha Eusebio Di Francesco, che riparte con un anno di esperienza romana in più sulle spalle e in allenamento comincia a distribuire principi seri,”possono inventarsi quello che vogliono (gli avversari, ndr): se andiamo forti a prenderli non possono fare nulla anche se lo sanno”.

Questo lo dice alla squadra, durante le esercitazioni tattiche. Si allena le gambe e la mente.”La sintonia è cresciuta, abbiamo valutato le persone prima di tutto negli acquisti, poi il calciatore. Vedo disponibilità e grande senso del sacrificio. E’ importante il senso di appartenenza, qualcuno che sta qua da più tempo già ce l’ha”,

La Roma ha Di Francesco che, con Monchi, sta provando a cambiare pelle alla squadra: chiede velocità, qualità, essere corti, dinamici. La Roma sta ragionando anche sulla possibilità di cedere Alisson, calcolandone benefici e aspetti negativi. Se parte: arrivano soldi per il bilancio e per un attaccante di livello,ma perdi il miglior portiere della scorsa stagione. Se resta: riparti da un numero uno vero, ma forse devi accontentarti di una punta che magari ha il sapore di scommessa. Appunto, tanto il Ronaldo non arriva comunque. “Cristiano è un valore aggiunto per il campionato. Si esporta il marchio della Serie A in tutto il mondo, quando giocheremo contro di lui dovremo stare più attenti perché è uno che trova il gol con facilità”.

Su Pastore: “Si deve allenare bene, con grande continuità e deve conquistare la maglia da titolare, ma mi piace come ha approcciato il Flaco. A me interessa portare la squadra a una condizione ottimale per l’inizio del campionato. Il fatto che i ragazzi conoscano già i miei metodi di lavoro rende l’adattamento più facile. I giovani? Hanno i loro pro e i contro, bisogna avere un po’ più di pazienza”.E

 

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