La Roma ha in rosa calciatori non utilizzati, figli di valutazioni poco felici. Spalletti si aspettava il sostituto di Iturbe e un vice di Strootman o Nainggolan

Tutto, o quasi, comincia da Pinzolo. Mister, le piace Gerson? «Sì, è bellino». Più o meno è andata così durante il ritiro della squadra in Trentino. Risposta che sapeva di molto: dal «non so che farmene» al «ci devo lavorare». Quel ragazzo brasiliano ne ha avute poche di occasioni, per adesso, senza che nessuno si offenda, e in primis l'artefice del suo acquisto, come scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, è stato un investimento sbagliato, affrettato, forse incauto.

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Gerson è il simbolo di un pezzo di mercato che non è stato utile, ad oggi invisibile. Magari in futuro diventerà un pallone d'oro, ma è evidente che nella Roma è un calciatore non considerato e quanto sarebbe servito per dare cambio a qualche titolare.

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La Roma, e Spalletti se ne era accorto subito, aveva bisogno almeno di un centrocampista in più, non a caso l'estate scorsa si erano fatti i nomi di Borja Valero e Badelj, poi a gennaio di Rincon, che ora non gioca nella Juve, mentre qui avrebbe fatto davvero comodo, specie per dar fiato a gente come Strootman e Nainggolan.

Così come a gennaio sarebbe stato utile far arrivare un attaccante, perché Dzeko non è infinito, in questa fase ha bisogno anche di tirare il fiato, perché i cali sono fisiologici, e si riparano con le alternative.
Invece a gennaio è spuntato dal cilindro Grenier, talento finissimo, un po' in difficoltà per via dell'inattività nell'ultimo periodo. La Roma prende il francese dal Lione sapendo, appunto, che non era pronto e che non avrebbe potuto giocare l'Europa League (a Lione andrà da spettatore gradito). In coppa Italia restano al massimo due partite, poi c'è il campionato.

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