Conte, due settimane per dire sì (o no) a Pallotta

Conte, due settimane per dire sì (o no) a Pallotta

Il tecnico leccese è in pole per la panchina del prossimo anno, e subito a ruota Sarri. Ma Ranieri potrebbe tornare clamorosamente in corsa

di Redazione, @forzaroma

Qualcuno ha scritto che mi propongo, non l’ho mai fatto. Mi hanno chiamato in un momento di necessità e io,da tifoso, ho accettato a scatola chiusa. Mi sento l’allenatore della Roma fino alla fine  del campionato. Dopodiché chi dovrà, provvederà”. Ranieri non arretra, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Il tecnico è il primo a sapere che soltanto nel caso in cui la Roma non riuscisse a centrare uno dei prestigiosi obiettivi sui quali sta lavorando per la panchina del prossimo anno – Conte e subito a ruota Sarri – potrebbe tornare clamorosamente in corsa.

Anche perché nel caso i due allenatori si accasassero altrove, sarebbe poi più facile per lui essere accettato dalla piazza (magari portando come dote il quarto posto) che far digerire la delusione di un finale low profile con lo sbarco del Giampaolo di turno.

Il piazzamento in Champions non viene considerato una ‘conditio sine qua non’ da Conte. È ciò che la Roma gli ha già proposto che farà la differenza. Di certo le voci sempre più ricorrenti degli addii di Manolas e Dzeko, stonano con le ambizioni del club a livello di panchina.

L’attesa per la risposta di Conte non dovrebbe superare le due settimane. Tempo necessario per giocarsi anche la carta Petrachi. L’accelerazione mediatica del ds granata nella giornata di mercoledì, è propedeutica ad un divorzio anticipato dal Torino che gli permetterebbe così d’iniziare a lavorare in anticipo per la Roma.

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