Comandante Spalletti

L’importante, da Madrid in poi, non sarà più partecipare. Bisogna vincere e basta. Stop alle autocelebrazioni del nulla

di Redazione, @forzaroma

Le parole di Luciano Spalletti nel dopo Real Madrid-Roma sono un messaggio non solo rivolto al grande pubblico della Champions, ma come evidenzia Ugo Trani su Il Messaggero, che ha messo spalle al muro la Roma intesa soprattutto come società.

La restaurazione, secondo il tecnico, deve essere completa e definitiva. Basta celebrare il nulla.  Bisogna scegliere gli interpreti giusti e scaricare le comparse inutili.

Se Garcia ha sempre offerto alibi ai suoi giocatori, difendendoli a oltranza, i dirigenti italiani si sono accodati sempre e comunque.

Qui Spalletti ha già vinto e, almeno a sentirlo parlare dopo l’eliminazione bruciante al Bernabeu, non gli è bastato: 2 volte ha alzato la Coppa Italia e 1 la Supercoppa italiana. «Sono stufo di essere secondo, se resto voglio competere per lo scudetto» ha chiarito il toscano.

Il malessere, tanto per ricordare lo stato d’animo con cui Spalletti ha lasciato il tempio madridista, lo ha già provato 2 volte.  Non fa per lui sentirsi il primo dei perdenti. Anche la Champions la vuole diversa, essendo già entrato per 2 stagioni (le uniche su 9 partecipazioni della Roma), tra le 8 migliori del continente. E, quando alla vigilia della gara d’andata con il Real, disse che la Roma aveva le stesse possibilità dei galacticos di passare il turno («Cinquanta per cento noi e loro»), lo ha pensato sul serio. Di qui lo sfogo dopo la gara di ritorno: «Quando ci ricapita un’occasione del genere» ha urlato Lucio.

Già nella notte di Madrid si è confrontato con i dirigenti. Basta pacche sulle spalle dopo i flop. E soprattutto stop alle giustificazioni. Indimenticabile «la parodia del calcio» di Garcia dopo il 2 a 2 a Bologna. «Impossibile battere questo Barcellona» fu la resa di Rudi, dopo il 6 a 1 al Camp Nou. Con la benedizione di Sabatini: «Si tratta di una partita con una formazione straordinaria in un momento straordinario. Queste partite raccontano una storia che devi capire, ma l’orgoglio ci rimetterà in gioco. Pensiamo all’Atalanta». Che, però, conquistò l’Olimpico (2 a 0). E’ finito il tempo di festeggiare le sconfitte.

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