Claudio & Lucio, chi si rivede

Ranieri e Spalletti, uno contro l’altro dieci anni dopo: dai sogni scudetto a Roma alla sfida Champions di sabato

di Redazione, @forzaroma

L’uno andò via per far posto all’altro. Lucio out, Claudio in. E la Roma sognò, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Oggi Spalletti e Ranieri sono su due panchine diverse, che domenica saranno vicine, a San Siro, dove anche il tecnico giallorosso ha allenato, qualche anno fa, quando qui c’era la rifondazione americana e il tecnico della Roma si chiamava Luis Enrique.

Spalletti e Ranieri hanno qualcosa in comune, ma se li guardi, li studi, ti accorgi che sono diversi, lontani, quasi opposti. Ora antagonisti. Uno, Ranieri, si comporta da lord inglese, sa sempre quello che deve dire, con le pause giuste, con i riferimenti corretti, e come dirlo, toni, sorrisi sempre da dispensare; l’altro si agita nelle polemiche, le subisce, le respinge, le lotta, le sconfigge (non sempre), sia a Roma sia a Milano.

L’aggiustatore Ranieri è venuto a Roma – di nuovo, proprio come Spalletti una decina di anni dopo – per aggiustare e sabato a San Siro ha quasi la possibilità di completare la riparazione: vincendo in casa dell’Inter si ritrova improvvisamente vicino il terzo posto, quanta grazia.

E Lucio, invece, se ne vuole andare in fuga, possibilmente dando un bel calcione alla Roma, che nella sua seconda avventura, forse, non lo ha capito. O magari non si è spiegato bene, chissà. Piccoli rancori. Tra i due non ci sono troppi precedenti sul campo, solo quattro, in serie A e sempre scontri tra Roma e Juve (tre successi per i bianconeri di Ranieri e un pareggio). Era la Roma del primo Spalletti (che spettacolo, quella) ed era la Juve rinnovata e in ripartenza del post Calciopoli, non un granché: biennio 2007-2009. Sono passati poco più di dieci anni dall’ultima volta che si sono scontrati, eravamo all’Olimpico, passa con un treno la Juve di Ranieri sulle macerie di una Roma spallettiana dilaniata dagli infortuni (succedeva anche all’epoca):

In comune, oggi, un’altra cosa ce l’hanno: il modulo. Quel 4-2-3-1, marchio di fabbrica di Spalletti, usato ora anche da Ranieri, cultore invece del 4-4-2. Ieri l’allenatore della Roma ha provato Pellegrini al fianco di Cristante nei due di centrocampo. Questo apre la strada all’ipotesi di rivedere un attaccante (Under o Kluivert) alto a destra, con Zaniolo trequartista.

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