Champions da ripresa. La Roma è diesel: nei secondi tempi più gol e vittorie

Fonseca vorrebbe un approccio diverso nelle gare con intensità per tutti i novanta minuti

di Redazione, @forzaroma

L’obiettivo, al momento, è centrato. La Roma è in piena lotta Champions e, dopo l’ultima annata, c’è da essere soddisfatti, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

I numeri dicono che c’è pure molto da migliorare: la difesa si è normalizzata, l’attacco ancora funziona a metà. Il punto luminoso è il secondo tempo, che la Roma gioca spesso e volentieri meglio del primo. Il paradosso è che la prima Roma di Fonseca, quando inseguiva lo spettacolo, convinceva di più sotto questo aspetto: boom all’inizio, calo nella ripresa, e i primi tempi con Genoa (unica squadra con il Cagliarli ad aver segnato alla Roma nel primo tempo) e Sassuolo sono lì a testimoniarlo. In seguito c’è stata la normalizzazione, l’attenzione all’equilibrio: è rimasta in svantaggio – come la Juve – per soli 47 minuti. Contro il Brescia c’è voluta la solita strigliata dell’allenatore. La Roma ci mette un po’ a svegliarsi, il meglio di sé, in termini di gol, di reazioni, lo dà nella ripresa. Sono 3/4 le vittorie decise/maturate nei secondi tempi, quattro sulle sette ottenute in campionato.

E sono: a Bologna, con le reti di Kolarov e Dzeko, a Lecce, a segno sempre il bosniaco e infine quella contro il Brescia, con le firme di Smalling, Mancini e Dzeko. A parte, c’è quella con il Milan, nella quale la Roma subisce il pari di Theo e poi la decide Zaniolo.

La miglior ripresa, quella che più resta impressa nella memoria, anche se non ha determinato (statisticamente) la vittoria è quella di Udine: tre gol in dieci uomini per l’espulsione di Fazio, cioè quando era prevedibile il calo fisiologico, è arrivata la reazione: reti di Smalling, Kluivert e Kolarov (rigore).

Fonseca vorrebbe un approccio diverso nelle gare. La partita perfetta per l’allenatore portoghese è quella con il Napoli: intensa per tutti i novanta minuti. E pure lì, Veretout segna il raddoppio nella ripresa, precisamente al 55esimo. Ecco, sono nove i gol realizzati nei primi quarti d’ora del secondo tempo: Kolarov col Genoa e con il Bologna (stesso minuto, tra l’altro, il 49esimo), Dzeko a Lecce, Zaniolo con il Milan, Smalling e Kluivert a Udine, Veretout contro il Napoli e infine, storia moderna, Smalling e Mancini nella sfida contro il Brescia. Sono dodici su ventitré messi in rete dopo l’intervallo.

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