(Messaggero - R.Dimito) Il giorno della verità. I vertici di Unicredit si sono imbarcati ieri da Roma con destinazione gli States dove oggi incontrano i rappresentanti del gruppo americano per cercare di definire la cessione della As Roma.
Ma non si esclude la possibilità che la data del 31 gennaio fissata per presentare le offerte vincolanti possa essere rinviata di qualche settimana in modo da avere più tempo per mettere a punto la struttura dell’operazione. Il pretendente Usa che dovrebbe essere John J. Fisher, imprenditore a capo di Gap e Banana Republic, due colossi del casual di San Francisco sarebbe il preferito di Unicredit. Ieri il ceo Federico Ghizzoni non ha voluto scoprire le carte: «stiamo lavorando duramente» ha detto a margine di un evento a Milano mantenendosi ancora più abbottonato del solito. In America sarebbero volati Paolo Fiorentino, vicedirettore generale della banca, capo dei grandi affari, Piergiorgio Peluso, capo del corporate & investment banking che segue in prima linea la trattativa e Roberto Cappelli dello studio Grimaldi & associati, legale di piazza Cordusio nella prima fase del negoziato sulla ristrutturazione del debito fino all’arbitrato, ex consigliere di Italpetroli e attuale membro del consiglio della As Roma. Non sarebbe partito invece Alessandro Daffina, plenipotenziario di Rothschild, l’advisor al quale Unicredit e la famiglia Sensi, per effetto dell’arbitrato sul debito-Italpetroli, hanno affidato il mandato di vendere il club giallorosso. Come anticipato da Il Messaggero di mercoledì 19 gennaio il vertice che si spera risolutivo alla fine è stato organizzato in America, di fatto a casa del compratore, quando di solito è l’acquirente a raggiungere la sede del bene da comprare. Perchè? Un interrogativo che però può alla fine risultare ininfluente sull’esito del negoziato. Sembra comunque che i banchieri italiani abbiano accettato di attraversare l’oceano in modo da prendere contatto oltre che col diretto interessato anche con i possibili finanziatori. E ci sarebbe una grande banca americana, in buoni rapporti con Unicredit che potrebbe appoggiare il gruppo acquirente. L’entourage di Unicredit rimasto in Italia, pur proteggendo la riservatezza osservata finora, lascia trasparire ottimismo sulla missione americana. D’altro canto degli altri due finalisti, gli arabi di Aabar sarebbero sempre freddi al contrario di Giampaolo Angelucci col quale venerdì scorso ci sarebbe stato un nuovo incontro. Sembra che il re delle cliniche, confermando l’interesse a portare a termine l’acquisto della Magica, abbia manifestato l’intenzione di poter alzare l’offerta fino a circa 90 milioni. Troppo pochi, Unicredit non intende scendere sotto i 150 milioni perchè dalla vendita del club conta di rientrare di quasi la metà della sua esposizione verso i Sensi. C’è speranza che il vertice negli Usa possa far accelerare definitivamente la trattativa. Unicredit come ha sottolineato qualche giorno fa Ghizzoni, guarda al prezzo ma anche al futuro della squadra, cioè all’affidabilità del compratore che si concretizza nel piano di sviluppo. La disponibilità della banca si manifesta anche in un’elasticità nei tempi e nelle forme per strutturare l’operazione: potrebbe essere concessa qualche ulteriore settimana per chiudere. Ieri intanto è stata rinviata l’udienza arbitrale davanti a Cesare Ruperto che in un primo tempo si sarebbe dovuta tenere la settimana scorsa. Ma il rinvio di un paio di mesi è slegato dalla vendita della Roma.
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