(Gazzetta dello Sport – M. Cecchini) Ci sarà stato un pietoso blackout? C’è da sperare che le comunicazioni tv oltreoceano siano state disturbate, perché se la cordata Usa di mister DiBenedetto ha visto la scombiccherata Roma di giornata pareggiare goffamente 1-1 contro il Brescia
e, alla luce dei risultati, veder sfumare così un potenziale secondo posto in classifica, chissà che non facciano marameo e tornino a interessarsi al più redditizio baseball. Non solo, dopo la gaffe Aabar, la presenza in tribuna dei maggiorenti di UniCredit (Fiorentino) e Rothschild (Daffina), non ha portato neppure fortuna, perché la frittata serale è stato gustata in salsa amara, alla luce delle traverse di Totti e Vucinic, a cui ha fatto seguito quella ospite di Lanzafame. La apparizione di cotanta I giallorossi, spenti, rischiano il k. o. al 44’ della ripresa quando il neo entrato Lanzafame colpisce la traversa nobiltà finanziaria, comunque, sarà stata utile per prendere nota dell’umore dei tifosi, che hanno dedicato all’imprenditore Angelucci (pretendente al club) cori a dir poco feroci. Alla fine dei giochi, perciò, buon per i giallorossi (fischiati all’intervallo e alla fine) che Borriello abbia segnato il 15 ° gol stagionale, perché il Brescia penultimo— che fin qui aveva conquistato solo 4 punti in trasferta — col ritorno di Iachini ha ritrovato grinta e gioco, pareggiando tutto sommato con merito. La chiave Archiviata la velenosa gara d’andata, in cui l’arbitro Russo penalizzò la Roma, stavolta è gioco e ritmo a latitare. Non a caso l’ingresso di Menez nella ripresa disegna un inedito 4-2-1-3 che scompagina il possesso palla del Brescia. Sembra la mossa vincente, visto che nel giro di venti minuti la squadra acquista sprint, colpisce una traversa con Vucinic (8’), va in gol con Borriello grazie a un gran destro (14’) e con Totti colpisce un altro legno su punizione (20’). Ma se un cambio ha risvegliato la Roma, la risposta di Iachini— Lanzafame per Zanetti — la fa risedere, perché al di là del pareggio confezionato da Hetemaj) per il colpo di testa vincente di Eder sfuggito a Riise (24’), il Brescia rialza il baricentro, comincia a ripartire e non soffre più di tanto. Roma lenta Insomma, troppo poco giocare meno di un terzo di gara. Nel primo tempo, infatti, la squadra di Iachini non patisce mai grazie alla superiorità numerica a centrocampo che consente a Zanetti di stare a basso a protezione della difesa, mentre Diamanti provvede a mettersi sui piedi di De Rossi per non farlo impostare con serenità. A quel punto sia Perrotta che Simplicio scoprono il pane duro dei continui raddoppi, anche perché Filippini ed Hetemaj si vestono da centrocampisti di lotta e di governo, nel senso che a turno s’inseriscono davanti, mentre Zambelli e Berardi proteggono le fasce. Risultato? Per un tempo la Roma, abbandonato il consueto rombo in mediana, si scopre incapace di rifornire il tridente. Non è un caso perciò che le occasioni migliori arrivino in mischia (34’: Borriello stoppato da Hetemaj) e su tiri da fuori (37’: Cassetti). Cuore Brescia Quando poi nella ripresa la Roma va in forcing, il Brescia trema sì per le mischie in area e due conclusioni di Riise (8’) e Menez (46’), ma trova più spazi per rendersi pericoloso. Non a caso, oltre a subire il gol, Julio Sergio deve deviare in angolo su Lanzafame (25’) e ringraziare la traversa sempre su conclusione del neo entrato lanciato Vess in solitudine (44’). Sarebbe stato il colpo per un k. o. immeritato, ma che lo scampato pericolo deve allarmare i giallorossi in crisi di idee. Domanda: che mesi di stress societario stiano lasciando il segno?
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