(La Gazzetta dello Sport - S. Boldrini/G. Greison) - È facile essere uomini quando si vince: John Arne Riise dimostra di essere un uomo con la maiuscola perché mette la faccia davanti le telecamere dopo l’erroraccio che ha lanciato lo Shakhtar verso il terzo gol: «Sono venuto a parlarvi perché sono un uomo e dopo aver chiesto scusa ai compagni, ora devo chiedere scusa ai tifosi.
Con la maglia del Liverpool una volta commisi un’altra fesseria colossale, ma rimasi in campo per riscattare l’errore. Io non avrei mai chiesto il cambio, Cassetti: «Questo ko è un’ingiustizia» . Doni: «Quei 12 minuti sono un assurdo» . Riise: «Sono un uomo distrutto» ma Ranieri ha deciso così e posso capire la sua scelta. Mi dispiace veramente e voglio chiedere scusa a tutti i tifosi. Adesso sto male, di testa e di stomaco, non so che cosa farò per tirarmi su.
Sicuramente non dormirò, sarà una notte bruttissima perché penserò a tutti i tifosi che ce l’hanno con me. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, ma poi io ho sbagliato e mi assumo tutte le responsabilità del risultato. Sono a pezzi, spero che i tifosi mi capiscano. Vorrei fare il possibile per rimediare, ma non so davvero che cosa accadrà. Dieci reti subite in tre partite? È vero, stiamo bene fisicamente, ma prendiamo troppi gol. Ora però non dobbiamo mollare. Dobbiamo andare a Donetsk per ribaltare il risultato. Non è finita. Abbiamo perso, ma abbiamo tirato venti volte in porta» .
Non è finita Il messaggio dello spogliatoio è chiarissimo: non siamo morti, andremo a Donetsk per compiere la grande impresa. Marco Cassetti dovrà saltare la gara di ritorno per squalifica, ma uno dei primi a rialzare la testa: «Questa sconfitta è un’ingiustizia. Abbiamo cercato di rimontare, ma alla fine ho capito che abbiamo buttato la partita sul 2-1. È stato un problema di testa e di sfortuna, però la Roma ha ancora grandi qualità e può farcela a ribaltare il risultato» . Anche Doni non sventola bandiera bianca: «Quei tre gol presi in 12’ sono stati assurdi, anche perché nel primo tempo abbiamo giocato bene. Abbiamo lottato fino all’ultimo per pareggiare, ma è andata male. Non siamo una squadra finita. La verità è che abbiamo ancora molto entusiasmo» . Burdisso esprime gli stessi concetti: «La Roma non è morta. La squadra è carica e vuole recuperare. Lo Shakhtar non è un mostro, siamo stati noi a farlo sembrare più grande di quanto sia. Dobbiamo superare questo momento nero. Nel calcio capita, ma siamo ancora vivi. Dobbiamo restare uniti e al fianco del nostro allenatore» .
L’ultima immagine della serata è quella di Totti che passa davanti la muraglia di telecamere e microfoni. Il capitano scuote la testa e non parla. Nella sua tristezza, c’è tutta la notte della Roma. Buio totale.
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