Ultimo stadio. “No alla scarcerazione”, il riesame gela De VIto

Respinta la richiesta dei legali dell’ex presidente dell’Assemblea Capitolina

di Redazione, @forzaroma

Marcello De Vito resta in carcere. È stata respinta la richiesta di scarcerazione dei legali dell’ex presidente dell’Assemblea Capitolina, arrestato lo scorso 20 marzo con l’accusa di corruzione insieme all’avvocato Camillo Mezzacapo. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Roma, che ha confermato anche i domiciliari imposti all’imprenditore Gianluca Bardelli e all’architetto Fortunato Pititto.

Marcello De Vito, 45 anni, era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Congiunzione Astrale, relativa a diversi progetti edilizi: dalla costruzione di un albergo nei pressi dell’ex stazione ferroviaria di Trastevere fino alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, passando per la riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali all’Ostiense. L’arresto era giunto dopo quelli, avvenuti mesi prima, di Luca Parnasi e Luca Lanzalone.

Dopo l’arresto, Marcello De Vito era stato immediatamente espulso dal M5S per decisione del leader, Luigi Di Maio. Intanto, però, resta il rebus della revoca della nomina: secondo il regolamento dell’Assemblea Capitolina, infatti, questa può avvenire solo dopo la difesa del diretto interessato, che però al momento si trova in carcere, non può essere presente in Campidoglio ma non ha ancora presentato spontaneamente le dimissioni dalla propria carica. La maggioranza pentastellata vorrebbe sostituire De Vito, alla presidenza dell’Assemblea Capitolina, con il consigliere Enrico Stefano.

La giornata di domani, in Consiglio comunale, si preannuncia quindi cruciale. Marcello De Vito era stato il primo candidato sindaco del M5S a Roma, alle amministrative del 2013. Vicino alla corrente di Roberta Lombardi, ex deputata e attuale consigliera regionale nel Lazio, De Vito è considerato uno degli ortodossi del M5S romano, in contrapposizione all’ala di Virginia Raggi. Nel 2016, alle primarie pentastellate in vista delle amministrative, era stato sconfitto proprio dall’attuale sindaca ma poi alle elezioni era risultato il candidato con più voti di tutta l’Assemblea Capitolina, guadagnandosi l’appellativo di Mr. Preferenze.
(E.Chillè)

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