Diritti tv, stop a Mediapro: via alle trattative private

La Lega serie A ha rifiutato le garanzie degli spagnoli, considerate non affidabili Miccichè: «Contratto risolto» Pronto il ricorso degli iberici

di Redazione, @forzaroma

La Serie A boccia definitivamente le ultime garanzie di Mediapro, presentate dagli spagnoli per salvare il bando conquistato al prezzo di un miliardo e 50 milioni a stagione, come riporta Leggo. E ora comincia la fase due, quella della trattativa privata. I club sono affamati di soldi, ci sono i bilanci da chiudere e soprattutto il calciomercato è alle porte. Gli introiti dei diritti tv servono come il pane. E visto che si va a trattativa privata, l’offerta più allettante resta quella dell’accoppiata Sky-Perform (la piattaforma che trasmette in streaming) pronta a sborsare circa un miliardo di euro a stagione. Ma si dovrà arrivare a un prezzo minimo di 1,1 miliardi a stagione, fissato dalla Lega per la nuova asta. Previsti 8 pacchetti per piattaforma e 3 pacchetti per prodotto.

Ma Mediapro non molla. Oltre a un sicuro ricorso che faranno per il modo in cui sono stati estromessi, gli spagnoli sono pronti a rilanciare per prendersi tutto il cucuzzaro: 6,6 miliardi di euro in 6 anni. Capperi! Esclamerebbero i presidenti di Serie A, soprattutto quelli appena saliti dal campionato cadetto. Ma gli avvocati dei club non sono d’accordo: Mediapro non è affidabile perché le garanzie presentate non hanno la forma giuridica formale. Non si tratterebbe di garanzie come quelle che la Lega chiedeva nel bando, ma sono fornite da soggetti terzi rispetto al gruppo spagnolo e quindi non accettabili dalla Lega. In pratica Mediapro è colpevole di non aver provveduto a presentare la fideiussione entro i sette giorni previsti dalla delibera per la risoluzione del contratto, votata all’unanimità il 28 maggio.

Il contratto con Mediapro si è di fatto risolto”. Ha dichiarato il presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè aggiungendo che “i 64 milioni già versati dagli spagnoli resteranno nelle casse della Lega, in quanto il contratto prevedeva una caparra, che è stata incamerata”.

Archiviata la questione Mediapro, l’assemblea ha approvato il bando per le trattative private. “Il bando è offerto a tutti i broadcaster nazionali e internazionali”, sottolinea Miccichè. Quindi anche alla stessa Mediapro. Avanti un altro, direbbe Paolo Bonolis.
(M.Castoro)

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