Zaniolo il perseguitato: il ginocchio lo tradisce e torna la paura

Mancini restituisce speranza: “Sente meno dolore”. I medici azzurri più preoccupati

di Redazione, @forzaroma

Il volto tirato di Nicolò Zaniolo mentre lasciava il prato della Johan Cruyff Arena diceva già molto di quello che sarebbe successo nei minuti successivi, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”. L’ansia, il rincorrersi di informazioni preoccupanti, il cuore spezzato tra la speranza di cavarsela con una semplice distorsione. E la paura. Il ginocchio che indicava dopo lo scontro con l’olandese Van de Beek, il sinistro, non è lo stesso che in un freddo Roma-Juventus di gennaio saltò mentre puntava un altro olandese, De Ligt. Identici sono stati il dolore, la consapevolezza che quello che era successo avrebbe avuto un peso. I primi test ieri non lasciavano sospettare nulla di buono, rievocando quella parola che a Roma è una maledizione dal 2013: legamento crociato. Solo un forte timore, ma sufficiente a convincere i medici azzurri a fare il numero dei colleghi romanisti. Mentre Nicolò componeva quello dei familiari stravolto, a pezzi. Gli esami strumentali dovranno confermare l’inizio di un nuovo incubo o dargli ossigeno.

Il ct Mancini ha restituito un po’ di speranza: “Appena successo era molto preoccupato ora più sereno, non aveva grande dolore e spera possa essere qualcosa di non grave”. Più preoccupanti le parole dei medici: “Sospetta lesione dei legamenti” per lo staff azzurro, mentre Chiellini evocava quello a cui non vuol pensare nessuno: “Speriamo non sia quello che tutti temiamo, è un ragazzo con un grande avvenire davanti”. Parole dolci comprendendo da vicino il dramma di un ragazzo di 21 anni. Insigne gli ha addirittura dedicato la vittoria: “Dispiace, speriamo che i controlli dicano che non sia nulla di grave, gli dedichiamo il successo”.

 

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