Senza Schick né Nainggolan: la Roma stretta fra due casi

Di Francesco sull’attaccante ceco dice: “Se giocherà non lo metterò al fianco di Dzeko”. Il belga non è stato convocato

di Redazione, @forzaroma

Multa o non multa, 100 mila o 60 mila euro, ossia una settimana di stipendio netto o due terzi dello stesso, la vera punizione per Nainggolan è arrivata, come scrive Sisti su La Repubblica, quando la Roma ha deciso di non convocarlo per la partita di oggi contro l’Atalanta: “Da lui un errore inaccettabile. Chi rappresenta la Roma deve rispettare le regole con una certa continuità” , precisa Di Francesco in rappresentanza dell’etica del gruppo e delle legittime scelte societarie. Il vero guaio è che in questo momento la Roma ha anche altri problemi da risolvere.

“Schick? Se giocherà non lo metterò al fianco di Dzeko. E’ un patrimonio della Roma ma non riesce ancora a esprimersi” ha detto il tecnico. Insomma un tesoro costituito da una moneta fuori corso.

Mancando Schick, pesa il cervellotico e oneroso affare che lo ha portato a Roma. I 42 milioni per un solo, inutile gol in Coppa Italia contro il Torino sono una zavorra assurda, specie se paragonati ai 44 milioni che il Liverpool ha pagato per il subilme Salah attuale, Pallone d’oro africano del 2017.

Il ristagno del 4-3-3 di Di Francesco non è provocato da Schick. Semmai è l’esatto contrario. Con un atteggiamento meno convinto e con un gioco più impantanato (è la maledizione del 4-3-3, basta un briciolo di dinamismo in meno che diventa una gabbia per chi lo pratica, Rudi Garcia ne sa qualcosa), Schick trova più difficoltà a inserirsi, enormi difficoltà.

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