Roma, Garcia stavolta vola basso: “Juve favorita, ma possiamo vincere da outsider”

Il tecnico giallorosso nella sua prima uscita stagionale evita promesse ma crede nelle possibilità della propria squadra: “L’obiettivo sarà centrare la terza qualificazione diretta alla Champions League, mentre in campionato faremo di tutto per dare fastidio ai favoriti”

di Redazione, @forzaroma

La sua voce non si sentiva dal lontano 30 maggio, quando Rudi Garcia dichiarò, di fatto, l’impossibilità – allo stato attuale delle cose – di colmare il gap con la Juventus. Il suo pensiero non cambia: “Loro saranno i favoriti e ci servirà una stagione perfetta e che loro mollino l’obiettivo finale per poter vincere da outsider”. Nella conferenza stampa nel penultimo giorno dal ritiro di Pinzolo, il francese prova a voltare pagina rispetto alla complicata stagione dello scorso anno e si concentra sulle novità. Sia quelle portate dal duo Norman e Lippie per quanto riguarda la preparazione atletica, sia quelle attese dal mercato dove la Roma è alla ricerca di tre uomini in tre reparti specifici.

GARCIA: “HO SCELTO IO NORMAN” – Non si sente depotenziato dalla scelta della dirigenza statunitense di cambiare lo staff di preparatori atletici. James Pallotta, durante la sua spedizione nella capitale a metà giugno, sottolineò gli errori compiuti da Rongoni e il vecchio staff, come la principale concausa delle difficoltà riscontrate nel corso del campionato, caratterizzato dai tanti, troppi, infortuni. Rudi Garcia rivela di aver invocato a gran voce un cambiamento e si dimostra soddisfatto delle prime migliorie portate da Darcy Norman ed Ed Lippie: “Ed lo conoscevo, è venuto spesso l’anno scorso ed ho scoperto in Darcy un uomo di buon senso. E’ una persona che ha delle certezze ed è uno che cerca di spiegare ai giocatori perché facciamo determinate cose. Per me sono aspetti intelligenti, la preparazione fisica deve essere quasi richiesta dai giocatori perché sanno che, se migliorano sul piano fisico, allora potranno mettere sul campo le proprie qualità al massimo delle possibilità. Sui cambiamenti del mio staff – aggiunge il francese – avevo già parlato col presidente a gennaio per chiedere di migliorare la squadra, le strutture e le persone che lavorano per il bene del gruppo. Chi c’è stato nel passato campionato non deve aver fatto poi così tanto male essendo noi arrivati secondi: ma la scelta è stata collegiale, come facciamo in ogni aspetto, e serviranno questi profili di grande qualità per avere una stagione con meno infortunati. Penso – conclude l’allenatore – che le cose andranno molto meglio senza il mondiale durante l’estate, e la Coppa d’Africa a gennaio”.

“TRE COLPI DAL MERCATO” – Non vuole più pensare ad altro che non sia un qualcosa relativo alla prossima annata; reputa illogico soffermarsi sugli errori, anche comunicativi, commessi durante la seconda parte di stagione. Non risponde alla domanda se ha mai pensato di lasciare la Roma. Ma l’euforia che lo accompagna verso l’inizio del nuovo campionato, è sintomo della sua voglia di riscatto: “Vedo qui in Trentino tifosi entusiasti, tante famiglie con i bambini. Il ritiro è un’occasione unica ogni anno. Oggi siamo davanti ad una nuova stagione e io sono sereno perché non è cambiato nulla da quando sono arrivato. Non sono né più debole, né più forte – spiega il tecnico – ognuno lavora con un ruolo ben preciso e con le proprie responsabilità. Il gruppo è lo stesso, eccezion fatta per Iago Falque che ha qualità importanti e che ci aiuterà molto essendo un calciatore di quelli che piace a me. Voglio tenere tutti i calciatori che sono qui e ne arriveranno di nuovi, perché la società lavora per migliorare la squadra, senza però andare di fretta: mi sento spesso col presidente e col direttore sportivo e avremo una squadra competitiva che verrà rafforzata in tre ruoli precisi in cui siamo alla ricerca di profili di alto livello”.

Alcuni, Destro e Gervinho su tutti, non sembrano pienamente al centro del progetto Roma. La loro applicazione al lavoro, in Val Rendena, di certo non manca; la certezza di affidare la propria disponibilità, anche futura, ai giallorossi, un po’ meno. Un mood che potrebbe riguardare anche Alessio Romagnoli, che si aggregherà al gruppo il 14 luglio, su cui continua il pressing del Milan: “Tutti i giocatori che sono qui, e anche i nazionali che arriveranno poi, sono importanti per me. Anche per i giovani è bello poter vivere al fianco dei grandi campioni e capire le abitudini della squadra. Ogni Primavera si è sempre mostrato educato, serio e disponibile all’ascolto. Per questo rivolgo i miei complimenti ad Alberto De Rossi”. Nessuna indicazione precisa, dunque, sulle sorti del difensore ex Samp. Indicazioni, invece, Garcia ne dà parlando della Juventus, ancora irraggiungibile secondo la sua idea di calcio: “Siamo in fase di crescita e vogliamo sempre migliorarci. L’obiettivo anche quest’anno sarà di centrare la terza qualificazione diretta alla Champions League: in campionato saremo gli outsider – confessa il francese – ma faremo di tutto per dare fastidio ai favoriti. Sono ambizioso, voglio vincere un trofeo con la Roma e dobbiamo farci trovare pronti se i bianconeri dovessero mollare terreno. Ci servirà una stagione perfetta e so che potrà accadere”. E il rischio di ripetere gli errori compiuti nello scorso anno? “Sbaglia chi fa le cose, quello che conta è sbagliare il meno possibile”.

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