Provvidenza Cutrone: l’ultimo tiro del Milan apre la crisi della Roma

Provvidenza Cutrone: l’ultimo tiro del Milan apre la crisi della Roma

Di Francesco ha protetto la sua Roma con un sistema di gioco inusuale: il 3-4-1-2. Nel secondo tempo ha aggiustato la squadra: più efficace il 4-2-3-1 con El Shaarawy, ma non è bastato

di Redazione, @forzaroma

Il 2-1 di Cutrone all’ultimo istante dei 5’ di recupero, su imbeccata di Higuain (connubio riuscito tra il giovane reduce e il massimo rinforzo del mercato) potrebbe assurgere a evento simbolico nella storia rossonera. Il Milan ha battuto la Roma, terza nel campionato scorso: nell’aritmetica deduttiva questo autorizza speranze di qualificazione alla Champions, scrive Currò su “Repubblica”.

Dopo un primo tempo quasi perfetto col gol di Kessie a firmare la supremazia, le forze si erano affievolite, il pareggio di Fazio a chiudere una mischia era parso fatale e soltanto il Var aveva parato i colpi di una partita ormai slabbrata: per pochi centimetri aveva cancellato la fuga magnifica di Higuain sull’1-1, ma poi aveva anche pizzicato il controllo di braccio di Nzonzi in mischia. Il successo della Roma sarebbe stato crudele e incongruo.

Di Francesco ha protetto la sua Roma con un sistema di gioco inusuale: il 3-4-1-2. Intendeva sfruttare Schick accanto a Dzeko e Pastore trequartista, cui il limitato dinamismo ha permesso solo qualche preziosa sponda o tocco di prima. Invece l’occasione divorata da Calabria a centro area preludeva alle altre: un rasoterra di Higuain, accolto da ovazione liberatoria, un sinistro di Suso, una discesa potente di Kessie. Che ha infine spinto in porta un cross abbastanza geniale di Rodriguez. Di Francesco ha aggiustato la Roma nell’intervallo: più efficace il 4-2-3-1 con El Shaarawy, che ha obbligato Donnarumma a un’uscita di piede a metà campo. Meno felice, un’uscita di pugno del portiere ha innescato l’azione del flebile rinvio di Calabria e del pari di Fazio. Attingendo alla panchina, i due allenatori hanno provato a vincere. E più di Cristante, del frenetico Castillejo, di Laxalt e Santon, è stato decisivo Cutrone.

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