Roma sempre più americana arriva anche la 'hall of fame'

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – M.Pinci) Un’inaugurazione in stile americano, per un’iniziativa della tradizione a stelle e strisce.

La Roma avrà la sua Hall of Fame, tributo ai grandi campioni della storia passata giallorossa. Iniziativa che porta incisa in calce la firma di Mark Pannes, manager statunitense scelto dal proprietario James Pallotta come amministratore della “sua” Roma. Dopo aver propiziato il contatto con Kevin Garnett e l’accordo commerciale con la Walt Disney, il club apre una nuova porta verso gli States.

Ottantacinque giocatori, uno per ogni anno di storia della Roma, che da poco – anche se sulla data esistono tesi discordanti – ha festeggiato il proprio ottantacinquesimo compleanno. Per poi scremare la lista individuando, grazie al voto di esperti e tifosi, il miglior “undici” della storia romanista. A raccontare il perché dell’iniziativa è proprio Mark Pannes: “La Hall of Fame è importantissima in America, tanti eventi accadono ogni giorno e bisogna ricordarli. Serve per collezionarli e dimostrare alla gente quel che è successo nella storia. Gli atleti competono in situazioni incredibili, la Hall of Fame ricorda i migliori giocatori che hanno giocato nella squadra e saranno i tifosi a votarli. Sono certo che i romanisti voteranno da tutto il mondo, dall’Asia o dal Sudamerica, la Roma è conosciuta in tutto il mondo. Questa Hall of Fame diventerà parte della città, e nella prima partita all’Olimpico ci sarà una celebrazione e i tifosi potranno vedere i giocatori entrati nella Hall Of Fame”.

Ma l’idea potrà iscriversi anche all’interno di un progetto più grande e ambizioso: quello stadio di proprietà intorno a cui ruota una parte importante del progetto americano della Roma: “Attualmente la Hall of Fame avrà uno spazio virtuale – spiega l’ad Claudio Fenucci – anche se nell’ambito di ristrutturazioni che avverranno a Trigoria potremmo pensare di portarla qui, ma poi il suo posto sarà nel nuovo stadio, insieme al museo”.

Della Hall of Fame non farà invece parte Francesco Totti. Il perché lo spiega Pannes: “Di questa selezione possono far parte solo giocatori del passato. In futuro, poi, ci saranno certamente tante celebrazioni per Totti”. A cui il manager americano vorrebbe fare un regalo più grande: “Sarebbe un sogno riuscire a costruire lo stadio in tempo per vederci giocare Totti. Sarebbe un onore. Il processo per costruirlo non è semplice, cercheremo di farlo nel più breve tempo possibile”. Eppure i primi passi sono già stati mossi: già entro dieci giorni la Roma dovrebbe comunicare una short list di aree adatte alla realizzazione di un impianto di proprietà, individuate dall’advisor Cusham&Wakfield, di proprietà del gruppo Exor della famiglia Agnelli. Restano validissime le candidature di Tor di Valle e dell’area sull’Aurelia tra Massimina e Malagrotta. Entro fine anno, poi, dovrebbe essere ultimata anche la scelta definitiva dell’area. Burocrazia permettendo.

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