I giallorossi crollano alla Dacia Arena: poker bianconero. Prima disfatta stagionale per la squadra dello Special One che incassa quattro reti
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Un crollo inatteso, una notte da dimenticare quella della Dacia Arena. Un poker pesantissimo che ridimensiona le ambizioni della Roma di Mourinho. A Torino fu Spinazzola a sbagliare, a Udine il deja-vu è andato in scena a fasce invertite: Karsdorp che prova ad appoggiare il pallone di petto a Rui Patricio, ma non si accorge che alle spalle sta arrivando come un treno Udogie. Appena 76 secondi contro la Juventus, 5 minuti contro l’Udinese. Come sottolinea Andrea Di Carlo su 'La Repubblica', un altro inizio in salita, un altro primo tempo con l’handicap. Ma se a Torino i cambi di Mourinho nell’intervallo avevano rivoluzionato gli equilibri tattici e mentali, a Udine la magia non riesce. Fuori Cristante e Karsdorp, dentro Belotti e Celik. I giallorossi ci provano in maniera confusa e sbagliando un’infinità di palloni, gli uomini di Sottil non sbagliano nulla, anzi gli riesce tutto.
Amara l’analisi di Mourinho al termine della gara: "È stata una partita difficile contro un avversario difficile. Li conosciamo, se vai sotto, diventa dura. Preferisco perdere una partita 4-0 e non quattro gare 1-0. È dura per noi e per i tifosi. La responsabilità è mia, ora andiamo avanti, abbiamo 10 punti. Siamo tutti lì, noi facciamo la nostra strada". Lo Special One analizza poi il match e non manca un accenno all’arbitraggio di Maresca: "Quando si perde 4-0 non si parla dell’arbitro, ma quest’arbitro ha un profilo perfetto per l’Udinese. Sono perfetti anche i “ragazzini”, che devono imparare il fair play. Anche io vorrei avere questi raccattapalle nel mio stadio, ma noi siamo diversi". Il tour de force adesso continua e la prossima tappa è in Bulgaria. Giovedì è in programma l’esordio in Europa League con il Ludogorets: vietato sbagliare la prima del girone. Per il riscatto in campionato, dovrà aspettare l’appuntamento con l’Empoli al Castellani.
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