La Roma incompiuta: tanti giovani e nessun leader

Squadra in stato confusionale, in crisi di identità, senza più fondamentali e senza riferimenti sicuri

di Redazione, @forzaroma

C’è un sentimento infido, probabilmente incosciente, scrive Fabrizio Bocca su La Repubblica, in Eusebio Di Francesco quando fotografa la situazione della Roma con una frase che arriva a freddo, a oltre un’ora dalla fine della partita persa con la Spal e dopo essere usciti dall’Olimpico, i giallorossi, sommersi dai fischi della curve: “Non riusciamo a fare il salto di qualità in maniera definitiva. Non può essere che alle prime difficoltà non si sia più squadra”. Non è tanto la sconfitta con la Spal che brucia, quanto piuttosto il rendersi conto che l’orizzonte della Roma è limitato e che a metà ottobre tutti i progetti sono già forzatamente ridimensionati.

La Roma è una squadra in stato confusionale, in crisi di identità, senza più fondamentali e senza quei riferimenti sicuri che potevano essere magari Totti e Spalletti che si accapigliavano, o l’energumeno Nainggolan frequentatore di discoteche. Oggi la Roma è una squadra insicura, che all’0limpico disperde buona parte del suo patrimonio: prima di piegarsi mestamente alla Spal di Semplici e Lazzari.

Di Francesco ha organizzato il solito turn-over in vista del match di Champions col Cska di martedì, niente De Rossi, Kolarov, Manolas, Schick, il solito trotterellio di mezze punte inconsistenti, per finire travolti prima da un rigore di Petagna (fallo di Luca Pellegrini su Lazzari) e poi una botta di testa di Bonifazi. Nel mezzo e intorno l’ombra di Dzeko che è tornato a mangiarsi scellerati gol a porta vuota e una traversa di Lorenzo Pellegrini, forse l’unico a non rassegnarsi completamente.

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